A cura dell’Avv. Margherita Morelli
La fame utilizzata come arma di guerra è la più grande infamia commessa in danno di un popolo, ne mina la dignità e lo condanna all’abbrutimento fino alla disumanizzazione Questo è quanto è accaduto è sta accadendo a Gaza. Il procuratore della Corte Penale Internazionale, senza tema e a quanto pare , senza lasciarsi intimidire dai necrofori ha chiesto un mandato di arresto per Netanyahu e il ministro Gallant nonché per i luogotenenti di Hamas, accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Quello del primo però si può definire sicuramente terrorismo di Stato. Potrebbe dirsi la stessa cosa per i secondi se i palestinesi avessero uno Stato, Hamas un esercito in piena regola e la guerra non fosse combattuta da una sola parte senza regole e senza rispetto delle convenzioni internazionali e dei civili. Su questa situazione e riguardo la condotta senza dubbio , criminosa di Hamas ci sarebbe da compiere un esame più approfondito per la corretta qualificazione dei suoi crimini comunque commessi contro civili inermi. Per tutti i paesi che si sono voltati da un’altra parte o hanno inviato armi, si potrebbe auspicare invece un procedimento per concorso in genocidio. I bambini di Gaza intanto malnutriti, emaciati, mutilati, straziati, orfani, traumatizzati sentitamente ringraziano per quel poco che potrebbe restargli da vivere se intanto, non sarà dichiarato il cessate il fuoco definitivo e permanente. Comunque si risolva il procedimento, poi ci sarà il giudizio della storia sui mandanti, gli esecutori e i correi del genocidio perché di questo si tratta per quanto riguarda i crimini del governo isra@eliano . Inutile compiere voli pindarici lessicali perché menano sempre allo stesso sinonimo. Il giudizio della storia quello sicuramente sarà inclemente e molti degli artefici del fiume di orrori finiranno nella sua pattumiera come scarti di guerra.
