E’ morto Mario Corso, la bandiera dell’Inter autore della “foglia morta”

 Il mondo del calcio italiano piange la morte di Mario Corso. Nato a Verona il 25 agosto 1941, “Mariolino”, come era stato ribattezzato dai tifosi, ha legato quasi tutta la carriera da giocatore all’Inter, di cui è stato un vero e proprio emblema negli anni di Helenio Herrera.

Corso inizia a giocare a calcio nell’Azzurra Verona, società del rione di San Giovanni in Valle, per poi trasferirsi all’Audace San Michele, quindi viene scoperto dall’Inter, dove si trasferisce il 20 giugno 1958 insieme a Mario Da Pozzo e a Claudio Guglielmoni. Il 23 novembre dello stesso anno esordi’ in Serie A, nell’incontro vinto per 5-1 contro la Sampdoria. In massima serie realizza la sua prima rete a 17 anni, 3 mesi e 5 giorni il 30 novembre 1958 nel successo per 3-0 contro il Bologna.

Successivamente sarà una delle colonne della Grande Inter, risultando spesso determinante per le sorti della propria squadra, nonostante uno scarso feeling col tecnico Helenio Herrera, che, per incompatibilità di carattere, ne chiedeva ogni anno la cessione scontrandosi col tassativo rifiuto del presidente Angelo Moratti. Tra il 1963 e il 1971 vinse quattro scudetti (1963, 1965, 1966 e 1971), due Coppe Campioni e due Coppe Intercontinentali (nel 1964 e 1965). La sua ultima apparizione con l’Inter e’ datata 17 giugno 1973, quando scese in campo in un Inter-Juventus di Coppa Italia (finito 1-1): in quindici stagioni a Milano ha collezionato 502 presenze totali e segnato 94 reti.

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