Da Campania Felix a “Terra dei fuochi”: chi tace, acconsente

Il classico pregio e banale difetto che contraddistingue il sovoir fair italien è esaminare i problemi e parlarne finché si reputa idoneo farlo, finché in poche parole l’argomento tira , piace e crea dibattito, anche se poi abitualmente finisce per diventare irrisorio e nel concreto, dopo tanti dialoghi e sproloqui, non si addiviene a soluzione concreta . Ed il problema resta per finire poi nel giro di qualche anno nel dimenticatoio e manco più se ne parla.

Questo in parole povere quanto lamentato dagli abitanti della Terra dei Fuochi, dimenticati dapprima dallo Stato, poi dalla stampa. Ed allora io mi domando : a noi, a loro, chi ci pensa?
Come si può vivere serenamente solo al pensiero di una terra che brucia e miete vittime senza fare sconti,senza distinzioni,senza guardare in faccia chi urla e si dispera mentre in realtà vorrebbe semplicemente vivere?

Si parla di Terra dei Fuochi e c’è chi sostiene che in realtà l’espressione è riduttiva, manco rende idea del marcio che sovrasta il territorio, un tempo denominato Campania Felix, terreno decantato che Publio Annio Floro, definendolo il luogo più bello del mondo, una terra che si ricopriva di fiori due volte all’anno e che non aveva rivali in quanto a fertilità del terreno.

Il Paradiso rimpiazzato con prepotenza dall’Inferno: le organizzazioni criminali hanno intuito l’enorme opportunità di lucrare sullo smaltimento illecito dei rifiuti e con la connivenza scellerata delle istituzioni, locali e nazionali, hanno trasformato il paesaggio, ammorbandolo al punto da rendere necessario coniare un nuovo termine per definire queste terra.

In quelle zone l’aria è calda, appiccicosa, maleodorante, tutto trasuda insalubrità e morte. Il vero problema non è tanto il rifiuto urbano, che certo è comunque un fattore altamente inquinante, ma il rifiuto industriale. Si tratta di rifiuti altamente tossici, solventi chimici, liquami velenosi, scorie industriali e radioattive, rifiuti ospedalieri, farmaceutici, fanghi termonucleari e altre numerose sostanze venefiche.

In particolare si sente spesso parlare di triangolo della morte , zona rovente individuata dalle città di Acerra-Nola-Marigliano tutti compresi nella regione Campania, in Italia nota per il forte aumento della mortalità per cancro della popolazione locale, principalmente dovuto allo smaltimento illegale di rifiuti tossici da parte della camorra e provenienti principalmente dalle regioni industrializzate del Nord-Italia.

Ah quanto ci sarebbe da dire su questa triste ed orrida vicenda. Lo Stato sa, lo Stato tace. Lo Stato dov’ è?

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