Angela, Denise, Maddy: i profili di tre bambine unite da una drammatica sorte

|a cura di Maria Parente

Quando scompare un bambino la morsa del dolore si amplifica ed estende un po’ a tutte le persone che tramite i mass media vengono coinvolti e diventano partecipi indirettamente di vicende altrui: improvvisamente ci sentiamo genitori, fratelli o sorelle, di una creatura di cui non se ne conosceva l’esistenza , di un bambino od una bambina che da un giorno all’altro scompare in circostanze misteriose quasi senza lasciare tracce, silenziosamente, inghiottito dal nulla.

Maddy MacCann

Correva l’anno 1996 nel mese di agosto sul Monte Faito, Angela Celentano, una bambina di soli 3 anni improvvisamente scompare nel nulla durante una gita fuori porta con i genitori. Nonostante le ricerche, le indagini degli inquirenti e l’impegno della famiglia per ritrovarla, della piccola non sono più avute notizie. In un primo momento le indagini si concentrano sulla stessa Famiglia Celentano e nel mirino finisce lo zio della piccola, sospettato di favoreggiamento nel rapimento insieme a quattro amici di famiglia ed altre tre persone.  Sospetti che poco tempo dopo cadranno definitivamente. Per anni la famiglia Celentano aveva creduto e sperato che la cosiddetta ‘pista messicana’, sviluppatasi nel 2010,  In realtà anni di indagini nel 2017 rivelarono che si trattò dell’opera di un mitomane che, entrato in possesso della foto di una ragazza messicana – rivelatasi poi essere madre di una bambina, ritratta nella foto venti anni prima e 35enne quando fu rintracciata dalla polizia – la spacciò come la foto di Angela Celentano. Oggi, dopo ventiquattro anni dalla scomparsa, il caso è stato archiviato: non conosceremo mai la verità sulla sua scomparsa.

L’anno 2004 invece sarà la volta di Denise Pipitone, di soli 3 anni che il 1° settembre nell’arco di una giornata che scorreva tranquilla come tante, mentre giocava con i cuginetti, in strada, a pochi metri dalla casa della zia materna, scompare lasciando dietro di se trame e ricostruzioni da thriller: il 18 ottobre del 2004, più di un mese dopo la scomparsa, una guardia giurata in servizio per un istituto di vigilanza, segnala di aver visto davanti alla banca di Milano , un gruppo di nomadi con dei bambini, una dei quali somiglia in modo impressionante a Denise ma mentre gli investigatori passano al setaccio la zona per cercarli, i nomadi sono spariti. Occasione questa che darà la possibilità di svelare un ulteriore inquietante scenario: si indaga sulla sorellastra, Jessica Pulizzi, che accecata dalla rabbia del tradimento del suo papà con Piera Maggio, potrebbe essersi vendicata compiendo la sparizione della bambina. Il 27 giugno 2014, il Tribunale di Marsala assolve Jessica Pulizzi dall’accusa di concorso nel sequestro della piccola Denise Pipitone, per mancanza di prove e per non aver commesso il fatto. La Corte d’Appello di Palermo, in data 12 ottobre 2015, conferma l’assoluzione. Erano stati chiesti 15 anni di reclusione. Il 19 aprile 2017 viene definitivamente assolta dall’accusa di aver rapito la sorellastra. Anche di Denise non si hanno più notizie, ma i genitori sono si arrendono lottando in nome della giustizia affinché venga a galla l’atroce verità.

Nell’anno 2007 poi giunge dal Portogallo la notizia di scomparsa di una bambina inglese e rapidamente fa il giro del mondo: Madeleine McCann, di soli 3 anni, da un albergo in cui trascorreva le vacanze insieme ai genitori e alle sorelline più piccole. Nell’immediato le indagini della polizia portoghese si concentra proprio sui genitori della bambina, Kate e Gerry McCann, per poi essere completamente scagionati, sebbene il capo delle forze dell’ordine locali abbia in seguito scritto un libro continuando ad accusarli. Oggi, a ben tredici anni di distanza , Scotland Yard annuncia che un uomo tedesco di 43 anni è “sospettato” di essere coinvolto nella vicenda. È una drammatica svolta, arrivata tre mesi dopo la chiusura formale di indagini costate almeno 11 milioni di sterline soltanto ai contribuenti britannici, con l’impegno di decine di agenti e dell’Interpol nella fase iniziale dell’inchiesta. Affiorano non poche coincidenze tra l’uomo e la sparizione di Maddy: secondo le dichiarazioni di Mark Cranwell, il detective di Scotland Yard che ha annunciato la nuova pista, l’uomo era in un camper a Praia de Luz il giorno stesso in cui Madeleine sparì. All’epoca aveva 30 anni e già da tempo trascorreva lunghi periodi in Portogallo vagando da una località all’altra a bordo del suo mezzo.  Il non identificato tedesco ora accusato del possibile crimine è in carcere in Germania per “reati non collegati” a questa storia, ma il Daily Mail scrive espressamente che si tratta di “un pedofilo” con passato di abusi sessuali ai danni di minori. A questa prima circostanza sospetta – un pedofilo nello stesso luogo in cui scompare una bambina – si aggiungono altri due indizi rivelati dalla polizia britannica che potrebbero rivelarsi decisivi alla chiusura delle indagini anche se la speranza che Maddy sia viva si fa sempre più esile.

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