Emergenza Covid 19 e ricadute occupazionali

|a cura del Prof. Avv. Giuseppe Catapano

Regioni.it - n. 3768 del 31-01-2020 - Coronavirus: stato d ...

Le ricadute occupazionali dell’epidemia da Covid-19: è stato questo il tema dell’audizione dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di fronte alla 11° Commissione del Senato  che si è tenuta il 19 maggio. La delegazione  era composta da Donato Toma (Presidente della Regione Molise), Cristina Grieco (Coordinatrice della Commissione Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca nell’ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Assessore della Regione Toscana),  Claudio Di Berardino (Coordinatore Vicario della Commissione Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca nell’ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Assessore della Regione Lazio), Elena Donazza (Assessore della Regione Veneto):
“Si è deciso, di concerto con il Governo, di semplificare la procedura, solo per questa emergenza coronavirus, abbreviando i tempi e saltando il passaggio regionale per far arrivare i pagamenti” della cassa integrazione in deroga “il prima possibile. ha spiegato Cristina Grieco in rappresentanza della Conferenza delle Regioni in audizione in commissione Lavoro al Senato.
“L’Inps nelle prossime settimane provvederà ai pagamenti e si spera che nel prosieguo la cassa in deroga e tutti gli ammortizzatori possano entrare a regime”. Ma, ha concluso,  “Sarà necessario accompagnare il sostegno al reddito con politiche attive. Le Regioni sono assolutamente impegnate e anche in questi mesi abbiamo fatto tantissimi atti sul territorio per riprogrammare e venire in contro alle esigenze di famiglie e imprese”.
“Non accettiamo che si dica che è colpa delle Regioni se ci sono stati e ci sono ritardi dell’erogazione della Cassa integrazione in deroga, perché l’iter pensato (dal Governo; Ndr) era sbagliato per una pandemia in atto” perché prevedeva – come un procedimento ordinario – troppi passaggi “anche ridondanti”, ha detto l’assessore veneto, Elena Donazzan. Insomma “Un ammortizzatore sbagliato per cui le Regioni hanno dovuto fare i salti mortali e le corse, e lo abbiamo fatto”, ha aggiunto.  L’assessore al lavoro della Regione Veneto, ha anche ricordato che le Regioni hanno presentato un documento unitario, volto anche a sancire quanto è stato fatto sul fronte della cassa integrazione in deroga e della riprogrammazione dei fondi europei, in particolare del Fondo Sociale Europeo, per il potenziamento delle politiche attive a favore del mercato del lavoro. L’assessore del Veneto si è soffermata sulla procedura degli ammortizzatori ordinari, definita “lunga, farraginosa e quasi inutile”, spiegando la complessità tecnica del percorso previsto dal dl “Cura Italia”. “Non posso più accettare che ministri, sottosegretari e politici vari – ha dichiarato Donazzan – pensino di attribuire alle Regioni le responsabilità sui tempi di pagamento degli ammortizzatori sociali, speculando sulla disperazione di lavoratori che non hanno avuto né stipendio né le misure di sostegno promesse dal governo e dal Presidente Conte in persona”. Quanto alla sicurezza sui luoghi di lavoro “Il Veneto ha ben gestito l’emergenza sanitaria – ha spiegato Donazzan – prevedendo, all’indomani dell’accordo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sottoscritto in Veneto il 14 marzo e a seguire a livello nazionale, congrue procedure di controllo basate su 9 indicatori, poi verificate da SPISAL in tutte le aziende in attività”. I controlli effettuati dagli Spisal in Veneto nei 43 giorni del lockdown – ha riferito Donazzan – hanno interessato 9.853 realtà produttive verificando un equivalente di 342.517 lavoratori:: solo 80 aziende, lo 0,8% del totale, ha evidenziato irregolarità con conseguente segnalazione al Prefetto territorialmente competente; il 76,3%, pari a 7.501 aziende, ha invece superato i controlli con esito regolare ed il 22,9% (pari a 2.254 aziende) con esito migliorabile. “Le nostre aziende non hanno bisogno di complicazioni o vessazioni ulteriori, e meno che mai di subire minacce come considerare il contagio da Covid infortunio sul lavoro, con conseguenze civili e penali per il datore di lavoro – ha concluso Donazzan – perché alle imprese sta a cuore non solo il rispetto delle regole ma soprattutto del benessere dei dipendenti, familiari o collaboratori che siano, che sono la prima ricchezza del sistema economico””.
Concetti che erano stati già ribaditi in precedenza (il 14 maggio vedi anche Regioni.it n. 3842) dalla stessa coordinatrice della Commissione Lavoro e Istruzione della Conferenza delle Regioni, Cristina Grieco, comunque soddisfatta per l’accordo con il Governo sula semplificazione delle procedure che è stato recepito nel Dl “Rilancio”. Inps avrà 15 giorni di tempo per esaminare le nuove domande e anticipare subito il 40 per cento delle ore autorizzate. Anche perché “il decreto “Rilancio” ha recepito i suggerimenti delle Regioni sullo snellimento delle procedure della Cig in deroga”. Lo sottolinea l’assessore al lavoro della Toscana Cristina Grieco, presidente della IX Commissione della Conferenza delle Regioni. Grieco ha lavorato nei giorni scorsi con i presidenti delle altre Regioni e con il Governo, rappresentato dai ministri Boccia e Catalfo, ad un accordo politico che ha spianato la strada ad una semplificazione delle procedure di autorizzazione e pagamento della cassa in deroga, a vantaggio di lavoratori e imprese. “L’obiettivo che ha accomunato Stato e Regioni è stato quello – spiega Cristina Grieco – di individuare un meccanismo che possa far arrivare nel più breve tempo possibile i soldi della cassa in deroga a chi ne ha diritto e bisogno. Le Regioni hanno ancora una volta dato prova di pragmatismo e senso di responsabilità, ponendo fine allo stucchevole e inutile scaricabarile che altri avevano cominciato”. Dopo l’accordo, in un tempo davvero brevissimo, Governo e Regioni hanno concertato modifiche alla norma sulla Cig in deroga per cui, le ulteriori nove settimane di cassa ora previste dal decreto “Rilancio” saranno richieste, autorizzate ed erogate direttamente da Inps, che diventa il soggetto responsabile per tutti gli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid, ferme restando le specificità delle Province autonome di Trento e Bolzano. Le aziende che hanno la necessità di ricorrere alla Cig in deroga oltre le prime nove settimane già accordate dal precedente decreto dovranno fare domanda direttamente all’istituto di previdenza entro 15 giorni dalla sospensione dell’attività, indicando i dati dei beneficiari e le ore per ciascun lavoratore. Inps avrà a quel punto 15 giorni di tempo per autorizzare le domande e anticipare subito il 40 per cento delle ore autorizzate. Al restante 60 per cento (o al recupero di somme eventualmente non dovute) provvederà quando avrà ricevuto tutta la documentazione dall’azienda con le ore di cassa effettivamente usufruite. “Come sistema delle Regioni siamo consapevoli di aver compiuto uno sforzo enorme in queste settimane nella gestione della Cig in deroga – aggiunge l’assessore – , come del resto hanno riconosciuto sia il Presidente del Consiglio Conte che il ministro del Lavoro Catalfo, che ringrazio”.
“Gli stessi dati INPS parlano chiaro – ha proseguito nella nota del 14 maggio -: le Regioni in un mese hanno autorizzato 305.500 domande di Cig in deroga. La Regione Toscana, con 34.381 domande registrate al 10 maggio pari a oltre 96 mila lavoratori coinvolti, ha già istruito e autorizzato tutte le richieste pervenute e ora autorizza le domande che arrivano in tempo reale. È chiaro che il problema non sta nelle Regioni”.  Le ordinarie procedure per la concessione della Cig in deroga, inizialmente adottate dal Dl “Cura Italia”, sono complesse e pensate per crisi settoriali e locali, non per un blocco totale e nazionale delle attività produttive ed economiche com’è in questo caso, a causa dell’emergenza sanitaria in atto. “Per questo – ha concluso Grieco – vista la situazione e le pesanti ricadute occupazionali, Regioni e Governo hanno condiviso la necessità di garantire ai lavoratori risposte in tempi rapidi ed è emersa la piena disponibilità delle Regioni a collaborare per la semplificazione delle procedure, per la soluzione dei problemi e per la riduzione dei tempi di lavorazione con l’unico obiettivo di garantire un adeguato sostegno ai lavo ratori colpiti dall’emergenza”.

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