E’ ancora braccio di ferro tra Italia e Ong, fermate nuove imbarcazioni

E’ ancora nuovo braccio di ferro tra l’Italia e le Ong. A Palermo sono state fermate, data l’indicazione della Guardia Costiera prima la nave  Aita Mari e poi l’Alan Kurdi. Il motivo? L’ispezione effettuata ad entrambe ‘’ha evidenziato nell’unità navale battente bandiera spagnola diverse irregolarità di natura tecnica e operativa tali da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto. Accertate anche alcune violazioni delle normative a tutela dell’ambiente marino”.

L’ONG non ci sta non ci sta. Infatti, Riccardo Gatti, head of Mission dell’ong spagnola Proactiva Open Arms, e direttore di Open Arms Italia, replica: ‘’per l’ennesima volta, con escamotage di tipo amministrativo, si fermano le navi umanitarie lasciando di fatto il Mediterraneo privo di assetti di ricerca e soccorso in un momento in cui le partenze sono riprese massicce e ci sono centinaia di persone che rischiano la vita, tra cui molte donne e bambini. I fatti degli ultimi giorni dimostrano che non c’è la volontà da parte degli stati europei di intervenire in modo strutturale garantendo la vita di chi fugge. Dopo il decreto che ha chiuso i porti e le omissioni di soccorso che a Pasqua hanno portato alla morte di 12 persone, si fermano ancora una volta le ong, le uniche che continuano a difendere diritti e a denunciare le violazioni che avvengono in mare’’.

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