13 Aprile 2021, martedì
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Mirko Direnzo, il vigile che si dava malato in estate per andare a fare bagnino

Si dava malato per poi andare a fare il bagnino. Per questo Mirko Direnzo, vigile urbano a Milano in inverno e guarda-spiaggia d’estate in Calabria, è stato condannato a un anno e mezzo di carcere e a 800 euro di multa per truffa ai danni dello Stato.

Si è incastrato da solo, postando su Facebook alcune fotografie che lo ritraevano in spiaggia con la maglietta rossa. Per mesi sarebbe riuscito a prolungare la sua malattia, con una sfilza di certificati medici falsi, salvo poi farsi scoprire e finire dinanzi al giudice monocratico Lorella Trovato.

Oltre che a lui sono stati condannati anche i due medici che ne certificavano la presunta malattia, rispettivamente a un anno e tre mesi e a sette mesi di carcere, più 600 e 200 euro di multa. Un terzo medico, invece, è stato assolto con formula piena.

I due condannati avrebbero certificato che il vigile non era guarito completamente da piccoli infortuni sul lavoro, come un trauma distorsivo al polso o una contusione al ginocchio, permettendogli, in questo modo, di non presentarsi in servizio per ben tre estati, quelle del 2006 (per quell’anno il reato è prescritto), del 2008 e del 2010. Infortuni che non gli impedivano a quanto pare di tirare su e giù pattini dalla spiaggia o sistemare sdraio o appendere insegne in riva al mare, mentre continuava a percepire “ingiustificatamente” lo stipendio mensile.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, è nata dopo che uno dei colleghi del vigile urbano nell’estate di quattro anni fa, navigando su Facebook, si era imbattuto nelle foto di Direnzo in costume da bagno a Guardia Piemontese, sulla costa tirrenica della Calabria. Da qui la segnalazione all’ufficio affari interni della polizia locale e la partenza di una pattuglia con tanto di telecamera, rientrata dopo tre giorni con un video che non lasciava dubbi.

Per lui è partita una denuncia in Procura per truffa allo stato e falso. Dagli accertamenti è risultato che, grazie a medici compiacenti, si sarebbe fatto allungare il periodo di malattia di alcuni mesi, per tre estati e magari anche fino autunno inoltrato, per via di alcuni traumi distorsivi (al “rachide cervicale” o “al polso destro”) o una “contusione al ginocchio” o per “una probabile infrazione costale emitorace destro” che si era procurato a Milano. Certificati che indicavano, si legge nel capo di imputazione, “la necessità di periodi ingiustificati di riposo”, soprattutto per le casse dell’amministrazione comunale che così gli versava lo stipendio. Mentre lui, nel frattempo, era in spiaggia a fare il bagnino.

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