Dalla fuga alla cattura. Dopo oltre quindici anni trascorsi lontano dalla giustizia, per Dario De Bernardi, 55 anni, originario della provincia di Lecco, la latitanza è finita nel luogo dove, secondo gli investigatori, aveva trovato il suo ultimo rifugio: la provincia di Como.
L’arresto è scattato nel pomeriggio del 23 settembre, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Como e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale. Un’indagine che ha permesso ai militari di ricostruire gli spostamenti del ricercato e, passo dopo passo, di stringere il cerchio fino a individuarlo.
De Bernardi era destinatario di un ordine di carcerazione emesso nel 2016 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano. Il provvedimento riguarda una condanna a oltre 19 anni di reclusione per una serie di reati, tra cui associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e rapina.
Ma sul suo conto pendeva anche un’altra vicenda, maturata proprio nel territorio comasco. Nel 2019 il Gip del Tribunale di Como aveva emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’inchiesta condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale sotto la direzione della Procura di Como.
Secondo quanto emerso dalle indagini, De Bernardi sarebbe stato l’esecutore materiale della rapina a mano armata compiuta il 28 marzo 2018 ai danni del Casinò Campione d’Italia. Il bottino fu ingente: 750 mila franchi svizzeri.
Il colpo aveva portato rapidamente all’arresto di tre persone ritenute complici del ricercato. I tre furono individuati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Como pochi mesi dopo la rapina e successivamente condannati. De Bernardi, invece, era già irreperibile e avrebbe commesso il reato proprio durante il periodo della sua latitanza.
È su questa lunga fuga che gli investigatori hanno continuato a lavorare, seguendo le tracce dell’uomo attraverso diversi luoghi e senza escludere, nel corso degli anni, anche permanenze all’estero. Un’attività progressiva, fatta di accertamenti e riscontri, che alla fine ha riportato la sua presenza nel territorio lariano.
Quando i militari sono entrati in azione, De Bernardi è stato individuato e seguito fino a essere bloccato sulla pubblica via. L’intervento si è concluso senza resistenza. L’uomo è stato quindi accompagnato al Comando Provinciale per le formalità previste.
La parte forse più significativa dell’operazione è arrivata subito dopo. I Carabinieri del Nucleo Investigativo, affiancati dai militari dello Squadrone Eliportato “Calabria”, hanno eseguito una perquisizione nelle pertinenze di un’abitazione della provincia di Como dove il 55enne avrebbe recentemente dimorato.
Tra legna accatastata e materiali di risulta, in punti accuratamente occultati, sono stati trovati una pistola con matricola abrasa, un fucile da caccia detenuto illegalmente e 98 mila euro in contanti, conservati all’interno di buste di cellophane.
Un ritrovamento che aggiunge un ulteriore capitolo alla storia giudiziaria dell’uomo e che ha portato i militari a contestare anche le circostanze relative alle armi rinvenute.
Conclusi gli adempimenti di rito, De Bernardi è stato trasferito nella Casa Circondariale di Como, dove dovrà iniziare a scontare la pena prevista dai provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.
La cattura chiude così una fuga iniziata nel 2011 e durata più di quindici anni. Una latitanza attraversata da trasferimenti, cambi di luogo e, secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, anche periodi trascorsi oltreconfine. Fino al ritorno nel Comasco, dove le indagini dei Carabinieri hanno permesso di individuare il ricercato e interrompere definitivamente la sua lunga irreperibilità.
