14 Aprile 2021, mercoledì
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Non buttate le cicche di sigaretta in strada: multe fino a mille euro

Non gettate i mozziconi di sigaretta per terra: potrebbe costarvi una multa salatissima damille euro se siete a Pollica, piccola località marina del Cilento. La metà (500 euro) se invece siete a Trento, mentre a Firenze ve la cavate con 150 euro. Ma la verità è che la linea dura finora non ha prodotto grossi risultati e lo scempio continua al ritmo di mezzo milione di cicche al giorno, nella sola Roma.

Colpa forse, di un falso mito duro a morire: ovvero che la sigaretta sia biodegradabile. Falso. Non sono pochi i fumatori convinti di questa assurdità e quasi nessuno è consapevole del danno ambientale di cui si rendono complici. Ogni mozzicone gettato per strada, o peggio in spiaggia o in un prato, contiene circa 4mila sostanze tossiche e ha un tempo complessivo di degradazione di circa 10 anni. 

Senza considerare che, oltre ai costi dell’ambiente, esiste pure un danno economico non indifferente: gli addetti dell’Ama spendono ore e ore della loro giornata di lavoro a spulciare mozziconi di sigarette dalle fessure dei sampietrini davanti all’ingresso di Montecitorio. Giusto per fare un esempio.

Come in tutte le cose la repressione, da sola, non ha prodotto granché. Sarebbe del resto impensabile spedire plotoni di vigili urbani per le strade cittadine pronti a staccare multe a ogni passante incivile. Meglio hanno fatto le campagne a favore dell‘uso dei posacenere, distribuiti gratuitamente a Modena. O quelli di design posti a decoro dell’arredo urbano a Verona.

La differenza l’hanno fatta spontaneamente anche coloro i quali hanno un animo più verde. Come ad esempio il sito www.bastamozziconiaterra.it attorno al quale si è mobilitata una comunità di attivisti pronti a darsi da fare per debellare il fenomeno. Con campagne nelle scuole, negli uffici pubblici, nei luoghi attorno ai grandi centri commerciali, nelle spiagge e nei parchi.

La vittoria più grande sarebbe quella di riuscire a raccogliere separatamente i mozziconi, attualmente considerati rifiuto indifferenziato, con appositi contenitori ad hoc, come quelli per la plastica o il vetro, per intenderci. Uno di questi è stato piazzato all’ingresso dell’ospedale di Legnano, in provincia di Milano: in appena 15 giorni le cicche a terra sono diminuite di un terzo.

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