4 Marzo 2021, giovedì
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Tempesta perfetta sugli appalti

Dal 1° luglio rischio caos per gli appalti pubblici. Da un lato i piccoli comuni non potranno più fare gare se non attraverso le centrali di committenza, a loro volta non ancora a regime o non del tutto utilizzabili. Dall’altro, l’entrata in vigore del sistema di verifica dei requisiti dei concorrenti, fondato sul sistema Avcpass (messo a punto dalla soppressa Autorità di vigilanza sui contratti pubblici) potrebbe a sua volta creare un blocco delle procedure di gara. Si segnala infatti che molte stazioni appaltanti non hanno aderito alla piattaforma e molti operatori ne hanno rilevato problemi di funzionamento, con il rischio di inevitabili contenziosi. Il ministero delle infrastrutture, dal canto suo, sembra orientato a una proroga dell’Avcpass a fine anno. E secondo quanto risulta a ItaliaOggi si sta già attivando affinché venga concesso uno slittamento. È questa in sintesi la «tempesta perfetta» che potrebbe abbattersi sul settore dei contratti pubblici in ragione del combinarsi della scadenza del 1° luglio, che ormai da tempo è oggetto di attenzione da parte di tutti gli operatori del settore, pubblici e privati.
Il rischio non è da poco se si considera che il totale dei contratti pubblici (lavori, forniture e servizi) affidati in Italia nel 2012 (stando alla relazione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici presentata a governo e parlamento un anno fa) è stato pari a 95,3 miliardi di euro, per circa 125.700 contratti stipulati di importo superiore ai 40.000 euro.

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