4 Marzo 2021, giovedì
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Sigaretta elettronica: dimezzato il consumo nel 2014

Stando ai dati emersi dall’indagine Doxa-Iss 2014 sul fumo in Italia è passata ormai la “moda” della sigaretta elettronica. Sono lontani i tempi del boom della e-cig, che aveva portato tante persone ad abbandonare la sigaretta tradizionale per iniziare a “svapare”. Nel 2014 è dimezzato, infatti, il consumo di sigarette elettroniche. Appena il 2.1% dei fumatori ne fa uso, contro il 4.3% del 2013. Numeri a cui va sommato uno 0.7% che continua a utilizzare e-cig senza nicotina. Ma in totale si contano 805mila persone che utilizzano occasionalmente o abitualmente la sigaretta elettronica contro i 2.1 milioni del 2013. Insomma, il crollo è stato drastico. Di contro, secondo quanto emerge dall’indagine Doxa-Iss 2014, raddoppia il consumo di sigarette fatte a mano, passato dal 9,6% del 2013 al 18% del 2014. È un’abitudine, quest’ultima, maggiormente diffusa tra i giovani e in particolare nelle regioni del Centro Italia. Non sembra vivere alcuna “crisi”, invece, la sigaretta tradizionale: il 95% del totale dei fumatori fa uso delle sigarette in pacchetto.

Crescono i fumatori in Italia, boom tra le donne

Stando ai dati Doxa-Iss 2014 sul fumo in Italia oggi gli amanti delle sigarette sono 11,3 milioni, il 22 per cento della popolazione, tra cui 6,2 milioni di uomini e 5,1 milioni di donne. L’anno scorso, invece, erano il 20,6% della popolazione. In crescita, dunque, i fumatori nel Paese. Si registra un aumento dell’1,4%, e in questa percentuale pesa soprattutto il numero delle donne fumatrici, schizzate dal 15,3 al 18,9 del totale (+3,6%) in un solo anno, contro il lieve calo (-0,8%) tra gli uomini. Tra i fumatori, molti (il 28,5%) sono accaniti – sono quelli che fumano infatti più di 20 sigarette al giorno – mentre il grosso della percentuale (40,8%) fuma dalle 10 alle 19 sigarette, e un 9,5% fuma meno di 5 sigarette al giorno.  Per quanto riguarda l’età dei fumatori, mediamente il 13,2% ha iniziato prima dei 15 anni, il 44% tra i 15 e i 17, il 28,4% tra i 18 e i 20, il 6,4 tra i 21 e i 24 anni e il 6,1% dopo i 24 anni.

 

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