25 Febbraio 2021, giovedì
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FUNERALE DI CIRO ESPOSITO “SIA LUTTO NAZIONALE”

“Chiediamo che sia proclamato il lutto nazionale”. Lo dice Angelo Pisani, difensore della famiglia Esposito e presidente dell’Ottava Municipalita’ di Napoli che comprende il quartiere in cui Ciro lavorava all’autolavaggio, a Scampia.

 

Il cuore del ragazzo si e’ fermato all’alba di oggi dopo un’agonia di cinquanta giorni. “La morte di Ciro – dichiara l’avvocato – rappresenta il fallimento di uno stato che aveva il dovere di tutelare i cittadini e le manifestazioni sportive in generale. Tutto questo non e’ avvenuto ed a rimetterci la vita e’ stato un ragazzo innocente, che da oggi in poi sara’ il nostro eroe”. “Aspettiamo – conclude Pisani – di poterlo onorare per l’ultima volta con una cerimonia che convocheremo presso l’Auditorium di Scampia, perche’ tutto il quartiere possa stringersi intorno a Ciro e alla sua famiglia, che rappresentano dinanzi a tutta l’Italia i valori positivi di Napoli”. Ultra’: Esposito,50 giorni agonia dopo folle aggressione = (AGI) – Roma, 24 giu. – Ciro Esposito era rimasto ferito in modo molto grave il 3 maggio scorso, nel prepartita della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina in una rissa in via Tor di Quinto. Era stato raggiunto da un proiettile che gli aveva perforato un polmone e si era fermato alla colonna vertebrale. Per il ferimento di Esposito e di altri due napoletani, era finito in stato di arresto con l’accusa di triplice tentato omicidio l’ex ultra’ giallorosso Daniele De Santis, tuttora piantonato in ospedale dove sta facendo i conti con una brutta infezione a una gamba. Nel tentativo di sottrarsi alla furia dei supporter partenopei che volevano vendicare l’assalto a un bus diretto verso lo stadio da parte di De Santis e di altri ancora in via di identificazione, l’ex ultra’ romanista – secondo la ricostruzione della procura – avrebbe fatto fuoco con la sua pistola Benelli ferendo anche altri due napoletani in modo piu’ lieve. Ieri, le sue condizioni si erano aggravate e il ragazzo dopo aver subito piu’ interventi nel corso della lunga degenza, e’ morto come hanno spiegato al Policlinico Gemelli dove era ricoverato, per “insufficienza multiorganica non rispondente alle terapie mediche e di supporto alle funzioni vitali”. Ultra’: zio di Ciro, obiettivo e’ riportarlo presto a casa (ANSA) – ROMA, 25 GIU – “Il nostro obiettivo e’ riportare Ciro al piu’ presto a casa”. Lo ha detto Enzo, lo zio di Ciro Esposito, il tifoso partenopeo ferito a colpi di pistola prima della finale di Coppa Italia all’Olimpico e deceduto al policlinico Gemelli dopo 50 giorni di ricovero in rianimazione. “Per noi adesso e’ il momento del dolore – aggiunge – ma stiamo lavorando per poter accelerare i tempi e ripartire per Napoli”. Bisogna avere pero’ l’autorizzazione visto che ce’ un’inchiesta in corso e potrebbe essere richiesta un’autopsia. “Speriamo che almeno su questo ci sia un po’ di pietas umana e ci venga evitato un lungo strazio anche per tornare a casa”. L’uomo non nasconde un po’ di amarezza: “Mi aspettavo un po’ di vicinanza in queste settimane da parte delle istituzioni, ma non e’ mai arrivata salvo qualche eccezione come il sindaco di Napoli De Magistris” e ha ribadito: “questore e prefetto di Roma devono dimettersi”.

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