5 Marzo 2021, venerdì
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Bonus a famiglie numerose nella legge di stabilità. Tasi slitta a ottobre

E’ stato raggiunto fa un accordo tra Governo e maggioranza per rimandare alla legge di stabilità l’estensione del bonus di 80 euro alle famiglie numerose. All’accordo si fa esplicitamente riferimento nella premessa al Dl Irpef passato all’esame dell’aula di Palazzo Madama, convocata per le 9.30. Ieri al Senato, il relatore del provvedimento, Antonio D’Alì (Ncd), aveva assicurato di avere già l’accordo per far passare l’emendamento del suo partito che avrebbe allargato la platea anche alle famiglie monoreddito con più figli (la misura costerebbe 60-70 milioni in più, e per finanziarla il governo potrebbe riesumare la tassa di successione). Poi ancora ancora uno slittamento. Non era bastata, infatti, una riunione fra governo e relatori nella tarda serata di ieri per dirimere la questione. Poco fa si è appreso dell’accordo per inserire il bonus anche alle famiglie numerose nella legge di stabilità. La questione è stata al centro ieri del colloquio a palazzo Chigi tra il presidente del consiglio, Matteo Renzi, e il ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, alla luce delle raccomandazioni ricevute dalla Commissione Ue.  Sul provvedimento non è esclusa la fiducia.
Tornando al bonus, il capogruppo Ncd a palazzo Madama Maurizio Sacconi ha spiegato che “l’emendamento che prevede interventi per ampliare la platea del bonus Irpef è una norma programmatica e impegna la legge di stabilità, nel momento in cui rendera’ strutturali tutte le misure di restituzione fiscali, a tenere in considerazione prioritaria e quindi a sondare queste stesse norme strutturali sul cosiddetto fattore famiglia”. Il rinvio che sarebbe stato concordato, secondo fonti parlamentari, fra Renzi, Alfano e Sacconi ha comunque creato più di qualche mal di pancia all’interno del Nuovo Centro Destra che, dell’estensione del bonus, aveva fatto un suo cavallo di battaglia al punto che sarebbe stato richiesta un’assemblea alla presenza di Alfano.


Slittamento Tasi

Intanto, nella serata di ieri il governo ha depositato l’emendamento per lo slittamento del pagamento della Tasi. Si tratta del rinvio a ottobre per i comuni che non hanno ancora deliberato l’aliquota. L’esecutivo punta a varare lo stesso intervento con decreto in settimana per renderlo immediatamente esecutivo.  Entro il 20 giugno il ministero
dell’Interno anticiperà ai Comuni ritardatari fondi per coprire il 50% del gettito annuo della Tasi, “stimato ad aliquota base”. La copertura è stata individuata nel fondo di solidarietà comunale. Lo prevede l’emendamento approvato dalle commissioni Finanze e Bilancio del Senato al decreto Irpef.

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