17 Giugno 2024, lunedì
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Il ministero dell’Interno spiega indennità di carica e di fine mandato

Le elezioni comunali sono alle porte; a fronte di amministratori uscenti ed altri che saranno neo-eletti, pare utile rammentare alcune recenti precisazioni del ministero dell’Interno relative ai trattamenti economici spettanti in due diverse fattispecie e proiettarle alle novità degli ultimi giorni.

Indennità di funzione. Il primo parere, del 17 febbraio 2014, esamina la spettanza dell’indennità di funzione al vice sindaco nei comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti e parte dal presupposto (ora, superato) della soppressione della giunta (art. 16, comma 17, d.l. 138/2001, convertito in legge 148/2011).

Infatti, è, subito, necessario tener presente che, per questi piccoli enti, la giunta è stata reintrodotta (con, al massimo, due componenti) dal comma 135 dell’art. 1 della c.d. legge “Delrio” (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), definitivamente licenziata dalla Camera nella seduta del 3 aprile scorso (AC 1542-B, ad invarianza del testo approvato dal Senato il 26 marzo), in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e che sarà applicabile già dagli esiti del turno elettorale del 25 maggio prossimo.

Nella situazione che si prefigurava il ministero ribadisce precedenti istruzioni in base alle quali:

–         per le sole, essenziali ed indefettibili funzioni sostitutive, in casa di vacanza dell’organo di vertice (sindaco) e per la corrispondente durata, secondo quanto previsto dall’art. 53 del Tuel, la designazione del vice sindaco doveva avvenire tra i consiglieri eletti;

–         per detto incarico non spettava alcuna indennità in quanto, in generale, non applicabili ai consiglieri degli enti con popolazione fino a 1.000 abitanti, i riconoscimenti economici dell’art. 82 del Tuel (indennità di carica e gettoni di presenza).

La situazione attuale, normativamente appena modificata, lascia sicuramente delle incertezze.

A livello dell’assetto degli organi, è possibile ritenere che, con la reviviscenza della giunta, i futuri sindaci procederanno anche alla nomina del vice sindaco, tra i suoi componenti, secondo il disposto dell’art. 46, comma 2, del Tuel.

Indennità di carica. Sulla spettanza, invece, dell’indennità di carica, è difficile pronunciarsi.

Da un lato, si deve considerare che la predetta gratuità della funzione resta vigente per le previsioni dell’art. 16, comma 18, del Dl 138/2011 (né abrogato, né modificato); norma che, però, fa espresso riferimento ai consiglieri.

Quello che occorrerà attendere (per assessori e vice sindaco) sono le preannunciate istruzioni ministeriali che dovranno chiarire le modalità applicative del “criptico” comma 136 (art. 1) della legge “Delrio” in base al quale: “I comuni interessati dalla disposizione di cui al comma 135 provvedono, prima di applicarla, a rideterminare con propri atti gli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori locali di cui al titolo III, capo IV, della parte prima del testo unico, al fine di assicurare l’invarianza della relativa spesa in rapporto alla legislazione vigente, previa specifica attestazione del collegio dei revisori dei conti”.

Lo testimonia il dossier dei lavori parlamentari (Servizio studi – dipartimento istituzioni) che, relativamente alla discussione ed attività istruttoria svoltasi in Commissione (in sede referente), riporta: “(…) sono state altresì richieste delucidazioni in ordine alle modalità per assicurare l’invarianza di spesa prevista (…). Il rappresentante del Governo ha chiarito che la disposizione del comma 135 sul nuovo numero dei consiglieri comunali risulta immediatamente applicabile, indipendentemente dall’approvazione della delibera. A tal fine sarà emanata una circolare del Ministero dell’Interno che chiarirà che le indennità a favore dei consiglieri saranno proporzionalmente ridotte al fine di garantire che, a fronte dell’aumento del numero dei consiglieri stessi, non ci saranno oneri aggiuntivi per i comuni”. E, sull’aumento del numero di assessori: “Il rappresentante del Governo ha infine precisato che la disposizione sull’aumento del numero massimo di assessori nei comuni fino a 10.000 abitanti è immediatamente applicabile, indipendentemente dalla data di svolgimento delle elezioni, ferma restando la necessità di assicurare l’invarianza finanziaria”. Quindi, pare, una possibilità riaperta anche per i comuni che non vanno alle elezioni il prossimo 25 maggio ed attualmente privi della giunta.

Allora, si vuole sperare che la circolare esaminerà e disporrà in modo esaustivo, a ricomprendere tutte le fattispecie che restano “sospese”.

Indennità di fine mandato. Il secondo parere, del 25 marzo 2014, è relativo alla definizione delle somme dovute ai sindaci uscenti a titolo di indennità di fine mandato, con particolare riguardo all’ipotesi in cui ai destinatari sia riconosciuta un’indennità di carica, determinata dall’amministrazione, in misura inferiore rispetto ai valori tabellari previsti dal Dm 119/2000.

Il ministero (contrariamente a quanto asserito dall’Anci, in alcuni pareri) chiarisce che l’indennità di fine mandato deve essere commisurata all’indennità effettivamente corrisposta (e non agli importi previsti nel citato decreto), calcolata – come previsto dall’art. 10 del Dm 119/2000 – per ogni anno di mandato e proporzionalmente ridotta per le frazioni d’anno.

Ciò in quanto, dal dato testuale dell’art. 82, comma 8, lett. f), del Tuel, è possibile evincere che essa costituisce un’integrazione dell’indennità di funzione prevista in favore del sindaco alla fine dell’incarico amministrativo.

Questo è anche quanto definito dal Consiglio di Stato, con il parere espresso nell’adunanza della prima sezione del 19 ottobre 2005.

Come annotazione conclusiva, si osserva che per tutti gli enti con popolazione sino a 10mila abitanti, destinatari della modifica “in corsa”, l’intera partita dello status degli amministratori locali (titolo III, capo IV, del Tuel) resta in attesa dei chiarimenti ministeriali sul citato comma 136, a garantire l’invarianza finanziaria.

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