29 Febbraio 2024, giovedì
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Papa: usura drammatica piaga sociale. Le società di recupero credito sono da controllare e in certi casi da punire. Effettuano un vero e proprio Stalking

Sua Santità,

dopo aver letto sui giornali ciò che Ella ha detto in udienza generale. L’usura é una “drammatica piaga sociale che ferisce la dignità inviolabile della persona umana”, desidero sottoporre alla Sua  attenzione un grave problema sorto per effetto dell’acuirsi della  crisi economica attuale, che ha generato l’indebitamento eccessivo di molti cittadini, diventati  conseguentemente incapaci di  restituire i debiti contratti e, pertanto, divenuti “preda” senza scampo  dell’intervento selvaggio delle società di recupero credito,  alle quali  ricorre chi ha  prestato i soldi.  Anche questa è una forma di usura.

Esse  operano indiscriminatamente mediante l’utilizzo di tecniche che sfiniscono gli indebitati,  molto discutibili in  quanto fondate sull’accanimento psicologico, sulla tecnica ricattatoria che genera paura e disperazione .

Si mette in moto un vero agito di  “stalking”,  che somiglia molto allo  stalking che subiscono le donne, di cui giustamente  si parla costantemente nelle televisioni. Lo abbiamo definito, per tale ragione,  “stalking economico”,  in quanto, difatti,  si configura in termini di persecuzione, talmente efferata da poter indurre  al suicidio  l’indebitato , data  l’immane e dolorosa  pressione psicologica alla quale è sottoposto dalle varie società di recupero .

L’Associazione “Progetto di Vita” desidera impegnarsi  affinché tale metodo, adottato per il recupero del credito, sia  considerato reato e che le società medesime  siano sottoposte a controlli specifici e costanti del  loro operato, proprio in quanto possono condurre  alla disperazione le persone indebitate.

Chiederemo, in sintesi, al Governo ed al Presidente della Repubblica di considerare reato, a tutti gli effetti di legge , lo “stalking economico” e che si adottino misure drastiche nei confronti di chi  esercita pressioni psicologiche e violente (società di recupero credito, banche, finanziarie e privati)   nei confronti degli indebitati che possono portare al suicidio, come è già successo.

L‘indebitato, infatti, per effetto della  pressione delle società di recupero credito , corre  alla ricerca disperata dei  soldi, indebitandosi ulteriormente, accedendo anche al  prestito clandestino, anche erogato da parte di  usurai ed, infine, sommerso dai debiti e dalla incessanti richieste, può anche suicidarsi.

La storia di Roberta,  che si è rivolta alla nostra Associazione, per  sottoporci  una grave problematica legata alla sua situazione debitoria, ci ha spronati a chiedere al Governo un intervento immediato .

Roberta non è l’unica a vivere tale dramma . Molti imprenditori e padri di famiglia sono distrutti dalle modalità  selvagge di operare di tali  società di recupero crediti ,  che esercitano su di loro pressioni al limite del collasso.

Roberta nutre  il proposito serio di restituire il prestito .

Allo stato attuale, considerate le sue condizioni economiche,  divenute sempre più tragiche dopo la separazione dal marito, non riesce a far fronte al pagamento delle singole rate nei termini previsti.

Quando riesce ad economizzare piccole somme paga una o due rate .

Ma non basta : deve restituire le somme in arretrato.

Ha,  più volte,  stipulato accordi verbali che sono stati accolti .

Roberta, perciò, riceve continue telefonate che si susseguono insistenti e con tono minaccioso, anche sul luogo di lavoro, alle quali  diventa imbarazzante dover rispondere davanti agli altri colleghi .

Si sente perseguitata ed in preda ad un senso di grande smarrimento, di terrore ed angoscia che la rendono fragile ed ancor più impotente .

Desidera chiudere il suo finanziamento, ma chiede che i tempi ed anche i modi siano rivisti.

Chiede, in sostanza,  che l’intervento degli esattori non sia così dirompente ed invasivo.

Noi riteniamo che si possa parlare di stalking anche in questi casi, ossia quando le persone cadute in disgrazia economica non riescono a far fronte regolarmente al pagamento di rate relative a finanziamenti e su di esse vengono esercitate pressioni esasperanti da parte degli esattori, che – non vi è alcun dubbio – hanno un effetto sicuramente devastante su chi già  vive il dolore della sconfitta economica e della miseria, a cui, per eventi dolorosi intervenuti nella propria vita, ha dovuto soccombere.

L’indebitato è  sempre colui che, per varie ragioni, anche non legate espressamente alla propria volontà , è caduto in miseria e vive l’angoscia di chi si trova ai margini dell’esistenza e non sa come fare per restare a galla.

Egli è  sicuramente una persona che soffre, reso debole e inerme di fronte alla catastrofe che si è abbattuta sulla propria vita.

Ricevere pressioni costanti per pagare i debiti significa inasprire il suo dolore, significa incrementare la sofferenza di chi già  soffre, nonché  perseguitare chi non ce la fa a trovare il modo per risalire la china.

Abbiamo ascoltato tante persone indebitate e tutte hanno posto in luce di sentirsi sopraffatti, schiacciati, addirittura perseguitati dalle continue telefonate degli esattori,  che non sono certo diplomatici, ma perentori perché  tesi ad ottenere l’impossibile, ossia ad ottenere, qui ed ora, somme che gli indebitati non posseggono e che devono ricercare presso parenti, amici  o chissà dove.

Possono addirittura essere condotti dalla disperazione nelle trame oscure dell’usura: questo può considerarsi un reato  indiretto, perché sfinisce l’indebitato e lo conduce ad una soluzione illegale.

E’ un meccanismo di sfinimento quello che si instaura, in cui si possono rinvenire tutti gli elementi tipici  della persecuzione,  che sembra essere non violenta, ma che è sostanzialmente violenta, perché esaspera l’animo della persona che deve pagare a tutti i costi, pena la denuncia agli uffici legali, con chissà  quali conseguenze.

Nasce la paura e l’afflizione!

La nostra Associazione “Progetto di Vita” intende intervenire perché non può rimanere impassibile dopo aver ascoltato il grido di dolore di questa fascia di cittadini ed intende porre in luce un’altra dimensione dello stalking, quello connesso all’operato degli esattori.

Lo abbiamo definito “Stalking Economico”: esso non è meno tragico delle altre forme di stalking, anzi può esserlo ancora di più,   se è vero che può condurre alla tragica conseguenza del  ricorso all’usura ed, ancor più drammaticamente, al suicidio.

Ci impegneremo per combattere lo “stalking economico” e perché esso  venga considerato  reato come lo è lo stalking ai danni delle donne .

Chiederemo che si faccia ricorso a  modalità  non afflittive per richiedere la restituzione delle somme che le finanziare giustamente rivendicano.

Presenteremo un disegno di legge il quale prevede che dovrà essere disciplinata dal diritto penale la pressione delle finanziarie, delle banche, delle società di recupero credito per escutere il denaro e che non sia violata la privacy per richiedere il ripianamento dei debiti da parte dei creditori, perché in tal caso si verifica lo “STALKING ECONOMICO”. Si dovrà evitare soprattutto di intervenire presso le aziende dove il debitore lavora per i danni che potrà subire la sua immagine e la sua reputazione e per gli influssi negativi sul suo percorso lavorativo;

L’indebitato è indubbiamente  una persona  in difficoltà  e, pertanto,  ha bisogno di  essere tutelato.

Non gli può essere negato il diritto di essere aiutato affinché possa riabilitarsi, senza subire soprusi e violenze inammissibili, da combattere in uno Stato che voglia dirsi civile ed evoluto.

Sua Santità, è anche questa una battaglia da combattere perché  si affermi la civiltà  e perché  si salvaguardi il valore sacro dell’essere umano, soprattutto quando esso diviene debole e non ha mezzi per risollevarsi.

Con immensa stima

Biagio Maimone

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