14 Aprile 2021, mercoledì
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Zanonato, c’è la soluzione per Riva acciaio

Per Riva acciaio il governo ha trovato una soluzione. Il ministro dello  sviluppo economico Flavio Zanonato ha anticipato oggi i contenuti di un provvedimento che dovrebbe essere approvato venerdì dal consiglio dei ministri. Il titolare del dicastero di via Veneto, intervenuto in audizione in parlamento ha aggiunto che sarà prevista anche una norma “che consentirà agli amministratori delle fabbriche Riva di disporre anche dei soldi, in deroga con quanto previsto dal codice penale”. Una mossa necessaria per evitare che il sequestro dei 916 milioni deciso dal gip di Taranto lasci definitivamente a casa 1.400 lavoratori degli stabilimenti Riva acciaio (non Ilva Taranto, quindi) concentrati prevalentemente nel Nord. Zanonato ha spiegato che è stata “ipotizzata una norma 104 ter”  ha aggiunto: “Se funziona, la porteremo al consiglio dei ministri di venerdì. Il provvedimento allo studio prevede che “quando il sequestro riguarda attività produttive, il giudice nomina un amministratore-commissario  che gestisce anche i soldi” e questo articolo, ha spiegato Zanonato, “è anche retroattivo”. Il ministro inoltre ha precisato che di questo “ho parlato anche con il procuratore capo di Taranto Franco Sebastio” il quale ha convenuto che con il 104 bis “non si riesce a operare. “Il magistrato ha ritenuto interessante questa formulazione. I soldi sono a disposizione del soggetto, il commissario indicato dal giudice, che diventa in grado di gestire tutta l’attività”. Il ministro nel corso dell’audizione ha ribadito come la produzione della Riva sia un asset fondamentale “per l’industria nazionale perché garantisce la continuità della produzione dell’acciaio a valle”. E ha aggiunto che “Riva Acciaio si è dimostrata interessata a mettere in moto gli ammortizzatori sociali e ne sta discutendo con il ministero del Lavoro. L’azienda “puo’ ragionevolmente ricorrere alla Cig, ma io spero che duri pochissimo”.  E mentre il governo cerca una soluzione che consenta di evitare un nuovo disastro per l’economia italiana, Riva acciaio ha inviato al custode giudiziario, Mario Tagarelli, una lettera nella quela i vertici del gruppo chiedono un incontro. Nella missiva, inviata anche a Zanonato e al sottosegretario del ministero dello sviluppo economico, Claudio De Vincenzi, l’impresa siderurgica esprime il “fermo intendimento” di fare di tutto “per assicurare, nel più breve tempo possibile, la ripresa delle attività produttive dei nostri stabilimenti, che sono state purtroppo sospese in esecuzione del provvedimento di sequestro del Gip di Taranto”.
La società ha fatto inoltre sapere di aver depositato il ricorso in Cassazione contro il provvedimento di sequestro degli impianti.

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