13 Aprile 2021, martedì
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Governo, Letta avanti tutta. Ma rischia sull’economia

Due consigli dei ministri in due giorni, oggi e domani, con il fiato del Pdl sul collo e gli umori del Pd sempre più ribollenti nei confronti dell’alleato delle larghe intese. Il premier, Enrico Letta, accelera i tempi e va avanti con la parte economica del programma di governo:  il piano per l’attrazione degli investimenti esteri già messo a punto da Letta e dal ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, è stato presentato questa mattina e domani alle 10 del mattino, a palazzo Chigi, si parlerà anche della nota di aggiornamento al Def, Documento di economia e finanza, base della prossima Legge di stabilità che il governo vuole presentare prima della scadenza di ottobre.  Una accelerazione già decisa da tempo, ma resa ancora più necessaria dal precipitare degli eventi sull’Iva, con l’aumento che ormai sembra inevitabile, tanto che il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni avrebbe minacciato di dimettersi nel caso in cui il Pdl e il Pd, che ha già espresso la sua contrarietà allo scatto del rialzo delle aliquote già deciso dai governi Berlusconi prima e Monti poi, obbligassero via XX Settembre a manovre spericolate che metterebbero in pericolo il già difficile obiettivo di contenere il deficit nei limiti del 3% del Pil. Certo è che il presidente del consiglio, dopo il videomessaggio di Silvio Berlusconi che ha ribadito in sostanza l’appoggio al governo e affidato ai ministri del Pdl il compito di fare pressing sui provvedimenti di politica economica, in particolare sul fisco, non può comunque stare tranquillo. Nel governo si teme che il Cavaliere, furibondo per le vicende giudiziarie che lo costringeranno alla decadenza da senatore, voglia tenere in vita l’esecutivo soltanto per non passare come il responsabile di una crisi al buio che sarebbe pericolosissima per l’Italia. Ma il prezzo per questo appoggio sarebbe altissimo, si sostiene in ambienti di palazzo Chigi, con il tentativo del Pdl di attribuirsi il merito di tutti gli eventuali successi e di scaricare su palazzo Chigi e sul Pd la responsabilità dei possibili fallimenti, grandi o piccoli che siano. Una strategia già riuscita con il governo Monti, e che adesso il Pd non può più tollerare. Insomma, fino all’approvazione della legge di stabilità Letta resterà al comando. Ma la navigazione sarà sempre in acque agitate.

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