18 Aprile 2021, domenica
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Serie A, Il Sassuolo vede la… Strega ma vince

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Tante occasioni sprecate con il rischio di pareggiare una partita stradominata.

Il Sassuolo da trasferta vince solo per una (auto)rete a zero e alla fine vede le streghe, anzi la strega trattandosi del Benevento, quando una doppia prodezza di Consigli nega il gol dell’1-1 ai padroni di casa.

Il portiere emiliano salva due volte sull’ex torinista Glik. Sarebbe stato un risultato bugiardo perché il Sassuolo ha dominato in lungo e in largo colpendo anche una traversa con Boga.

L’azione che ha portato all’unica segnatura del monday night della 30° giornata è giunta al 45°. Azione di Boga e Barba, nel tentativo di anticipare Raspadori, mette alle spalle del proprio portiere Montipo. Sfortunato il Benevento: con quattro autoreti è in testa alla ben poco entusiasmante classifica dell’anno solare nei cinque maggiori campionati europei.

In classifica il Sassuolo supera il Verona ed è ottavo con 43 punti, il Benevento resta a 30. Prossimo turno: Sassuolo-Fiorentina sabato alle 18 e Lazio-Benevento domenica alle 15

PIERLUIGI CANDOTTI

Crisi: rischia di aggravare le disuguaglianze

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La crisi rischia di far calare ulteriormente i tassi di occupazione, già bassi, e di rafforzare le diseguaglianze, soprattutto per chi ha uno scarso livello di competenze e un basso livello di formazione continua”: lo scrive l’Ocse nella scheda sull’Italia del report ‘Going for Growth 2021 Shaping a Vibrant Recovery’.

I divari tra domanda e offerte di competenze e lavoro possono essere mitigati soltanto con un’offerta efficace di istruzione, in particolare per i giovani e per i lavoratori vulnerabili.


La “priorità essenziale” per favorire la ripresa dell’Italia è rappresentata dalla “promozione dell’efficienza della pubblica amministrazione, principalmente nell’ottica di migliorare la gestione degli investimenti pubblici e rendere, al contempo, più efficaci l’assegnazione e il coordinamento dei compiti di attuazione delle varie politiche tra i diversi livelli di governo.

Passaggi chiave, questi ultimi, per un efficace utilizzo dei fondi del Recovery.

Per favorire produttività e innovazione, l’Ocse suggerisce inoltre di “rimuovere i vincoli per favorire l’installazione più rapida di infrastrutture per le telecomunicazioni”. Ma anche “sensibilizzare i manager e accrescere il loro livello di competenze per favorire la diffusione delle tecnologie, l’innovazione e un miglior utilizzo del personale.

De Luca, isole covid free? Sì, dopo vaccini agli anziani

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Vincenzo De Luca in un’intervista andata in onda a Porta a Porta martedì 13 aprile afferma: “Le isole covid free si faranno, senza polemiche. Prima stiamo vaccinando gli over 80, i fragili, i 70enni, i 60enni”.

Capri e Ischia – ha detto – possono darci una ricaduta enorme. Cominciamo quando finiamo gli anziani e i fragili, ma i centri vaccinali hanno una loro autonomia, quando ci sono residui è meglio usarli per vaccinare quante più persone possibile. Possiamo muoverci con tranquillità, spirito unitario e onestà intellettuale. Per il turismo i tempi sono decisivi, se entro maggio non prendiamo misure regaleremo a Spagna, Grecia e Croazia milioni di turisti”.

E poi: “Chiedo che il commissario nazionale renda pubblici i dati sui vaccini distribuiti regione per regione in base alla popolazione e che sia reso pubblico il dato delle tipologie dei vaccini distribuiti. La Campania – ha detto – ha il 9.6% della popolazione italiana, ci spetta quella percentuale di dosi. Ora ce ne danno un po’ di più di Astrazeneca su cui c’è stato qualche rifiuto, a mio parere sbagliato. Ma non possiamo obbligare i cittadini. A me interessa che ci sia in Italia lo stesso impegno per tutti i cittadini del paese, credo che l’impegno sia quello e sia importante mantenerlo oggi, non quando siamo passati a miglior vita. Io sono d’accordo con il commissario Figliuolo quando dice che dobbiamo avere criteri omogenei in tutta Italia. Cominciamo ad averne anche nella distribuzione dei vaccini, la Campania ha accettato che andassero prima più vaccini in Regioni con più anziani ma con l’accordo che poi si rispettasse il numero di vaccini rispetto alla popolazione: ad oggi mancano alla Campania 250.000 dosi”.

Anche in Italia si preparano test per la ripartenza dei concerti

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In Spagna sono stati fatti test per far ripartire i concerti  ,a Barcellona si sono tenuti due live di prova, davanti a 500 e 5000 persone, con la mascherina ma tutti insieme, ammassati a ballare e cantare sotto un palco dopo essere stati tutti sottoposti a un test antigenico.

E in Italia?  Vincenzo Spera, presidente di Assomusica (l’associazione dei produttori e degli organizzatori di spettacoli di musica dal vivo), il quale ci ha spiegato a che punto si trova il lento processo di ritorno alla “normalità” degli spettacoli.

“Il concerto svolto in Spagna e gli altri di cui si è parlato sono dei test e non una ripresa vera e propria. In buona sostanza, hanno voluto dimostrare che rispettando le norme e i protocolli, e con le verifiche successive, il rischio diventa quasi inesistente. Anche noi abbiamo elaborato delle linee guida e una serie di procedure funzionali e tra maggio e giugno sono state individuate tre location: un teatro, uno spazio all’aperto con circa 2000 posti e un altro con maggiore capienza per andare a verificare le varie situazioni e avere un quadro complessivo”.

In buona sostanza, si sta provando a ripartire anche da noi, anche se la difficoltà risiede nel non avere, per ora, «un momento di inizio» e senza questo «è difficile fare programmazioni serie».

Quali sono gli ostacoli principali?:

-lo scoglio maggiore è ancora una volta rappresentato dalla politica

– bisogna chiarire la gestione dei colori delle regioni, perché non è possibile  iniziare una tournée e poi ogni due settimane  il colore della regione dove avverrà il  concerto cambierà in questo modo è impossibile organizzare qualcosa di continuativo.

Per cui non è stata fatta nessuna ipotesi di lavoro, né a livello governativo né con altri soggetti del mondo della musica, visto che ognuno si è fatto il suo protocollo.

Ora però è necessaria omogeneità.

Napoli, la protesta dei lavoratori dello spettacolo: «Noi esclusi anche dai bonus»

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I lavoratori dello spettacolo a Napoli sono scesi davanti al teatro Mercadante per manifestare le difficoltà di un settore completamente paralizzato dal covid19.

 I rappresentanti del Coordinamento Lavoratori Spettacolo spiegano “ serve un’azione forte per accendere  riflettori sul nostro settore per questo abbiamo scelto di riunirci dinanzi a questo teatro.”

Migliaia di lavoratori in questo settore da più di un anno sono rimasti senza un salario, chi non aveva redditi su cui contare non ha potuto più sostenere se stesso e la propria famiglia.

Gli interventi economici di natura emergenziale erogati a colpi di Dpcm sono stati del tutto inadeguati a garantire una stabilità economica degna di questo nome per tutti.

 Il settore sottolinea anche che i bonus distribuiti «con criteri escludenti – spiegano – e sempre al ribasso sono stati una presa in giro per tutte e tutti coloro che in dodici mesi hanno ipotecato anni e anni di lavoro.

Solo poche settimane la Fondazione Lirico sinfonica San Carlo, ha potuto attivare la cassa integrazione per 320 persone, dopo aver percepito l’intero ammontare dei fondi pubblici ad esso destinati.

I lavoratori chiedono che gli anni 2020 e 2021 siano considerati per intero come anni di contribuzione figurativa per tutti i lavoratori e le lavoratrici del comparto, che ci sia progettazione e realizzazione di tutte le misure economiche e non, relative ai protocolli di sicurezza, necessarie a garantire una vera e totale ripartenza del settore.

Riaperture di cinema e teatri, il piano di Franceschini

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Il ministro della cultura Dario Franceschini ha illustrato nell’incontro con gli esperti del Comitato tecnico-scientifico, una proposta scritta per riaprire in sicurezza appena sarà possibile cinema e teatri.

Riapertura in zona gialla

 Nelle regioni che torneranno in fascia gialla, le sale e gli spettacoli all’aperto possano ripartire con più posti a sedere. Se adesso i protocolli validati dal Cts prevedono il 25% di capienza massima nelle sale e un tetto di 200 spettatori al chiuso e 400 all’aperto, Franceschini vorrebbe aprire a 500 spettatori al chiuso e mille all’aperto e raddoppiare al 50% la capienza massima.

 Il ministro sarebbe favorevole all’obbligo di mascherina Ffp2, mentre non avrebbe mai proposto di imporre il tampone agli spettatori.

L’ultima parola, prima delle decisioni del governo, toccherà al Cts.

Il dibattito nel governo

Sale la tensione tra chi vuole alzare al più presto le saracinesche delle attività economiche e chi invece frena, preoccupato per la velocità e la forza delle varianti. Il ministro Roberto Speranza non si stanca di raccomandare massima prudenza ed esclude aperture anticipate nel mese di aprile. Lega e Forza Italia spingono per accelerare e chiedono «coraggio» al presidente del Consiglio, ma Mario Draghi vuole procedere con la massima cautela.

Bisognerà aspettare il nuovo testo del nuovo decreto che verrà rinnovato il prossimo 30 aprile fino a quel momento Draghi non verrà fatto nessun piano nuovo.

Calenda a Letta, primarie legittime ma le strade si separano

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Enrico Letta segretario del Pd ha rilanciato le primarie per le elezioni amministrative

“Le amministrative sono un banco di prova molto significativo per la costruzione dell’alleanza vincente in vista delle politiche del 2023. Abbiamo iniziato a discutere anche se ancora tutto via Zoom e la politica via Zoom non è la stessa cosa… Le amministrative per noi saranno partecipazione, la via maestra per me sono le primarie con cui individuare candidati. Io sono sempre stato contrario a accordi blindati chiusi in segrete stanze. La partecipazione delle primarie è sempre una grandissima spinta di energia anche per la candidata o il candidato che le vincono”

D’altro canto il leader di Azione e candidato sindaco della città di Roma Carlo Calenda ha affermato su Twitter :”Il dado è tratto. Scelta legittima. A questo punto le nostre strade si separano. Crediamo che occorra smettere di parlare per mesi solo di Pd, coinvolgere i cittadini in modo trasversale e operare un rinnovamento di classe dirigente che le primarie tra correnti non garantiscono”

No Tav, scontri in Val Susa

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In Val Susa ( San Sidero)  nella notte ci sono state delle tensioni tra No Tav e forze dell’ordine per l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo autoporto dell’Autostrada A32 Torino-Bardonecchia.

La statale 24 bloccata e un ingente schieramento di polizia con mezzi blindati e automezzi ha presidiato San Didero contro i manifestanti che cercavano di impedire l’arrivo degli operai e dei mezzi da cantiere.

Ci sarebbero anche dei feriti tra forze dell’ordine, operai e anche gli stessi manifestanti.

“Senza nessuna vergogna, con l’Italia che urla alle terapie intensive e un Governo che non si preoccupa della salute e della tutela dei suoi cittadini, ormai anche in grave crisi economica e sociale, lo Stato sostiene l’avanzamento di quest’opera scellerata ed ecocida” è l’appello dei manifestanti nei confronti del governo.

 Prevista per oggi una lunga giornata di mobilitazione.

Protesta “Io apro”: scontri e bombe carta a Roma

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Centro blindato a Roma e tutte le zone ztl chiuse per evitare assembramenti durante la manifestazione non autorizzata davanti a Montecitorio.

C’è tensione soprattutto a Piazza San Silvestro con un lancio di petardi ed oggetti da parte dei manifestanti contro le forze dell’ordine.

Tante le sigle presenti con slogan, striscioni e tricolori. Insieme a ristoratori, partite Iva, baristi ed esercenti commerciali provenienti da tutta Italia.

“Riaperture subito”, gridano i manifestanti. “Noi dobbiamo riaprire per i nostri figli. Perché alcune attività posso aprire e altre no? Se il Covid c’è, c’è per tutti” grida Sandra Di Bella, del movimento ‘Ristoratori siciliani indipendenti’, che indossa una sorta di elmo vichingo con le corna come Jake Angeli, uno dei manifestanti di Capitol Hill.

Mohamed ‘Momi’ El Hawi, 34 anni, ristoratore di Firenze, leader del movimento ‘Io Apro’, si è ammanettato in piazza San Silvestro chiedendo alle forze dell’ordine di far passare i manifestanti “Fateci passare, fateci passare”

Minneapolis: polizia uccide afroamericano

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Daunte Wright un ragazzo afroamericano di 20 anni è stato ucciso dalla polizia al Brooklyn Center, Minneapolis.

L’episodio ha avuto luogo domenica 12 aprile subito dopo pranzo, un agente ha fermato un’auto per violazioni del codice della strada. Il conducente del veicolo tentava di risalire in macchina mentre il poliziotto cercava di metterlo in stato di arresto, dinanzi questa scena uno dei poliziotti ha aperto il fuoco.

In serata centinaia di manifestanti sono scesi in strada dove si sono verificati momenti di tensione e disordini durati fino alle 23:00.

 I manifestanti hanno marciato fino alla sede del dipartimento di Polizia dive ad aspettarli c’erano agenti in assetto anti sommossa che hanno usato anche lacrimogeni contro la folla.

Il sindaco di Minneapolis ha imposto il coprifuoco in città in seguito alle proteste e alla morte del ventenne afroamericano.