22 Ottobre 2026, giovedì
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L’ultimo viaggio di Lorena, la bara bianca e quell’orsacchiotto stretto al cuore della madre

Il feretro di Lorena Isceri è arrivato a Squinzano, dove oggi saranno celebrati i funerali. Ad attenderlo i genitori, i familiari e gli amici. La madre Antonietta ha portato con sé il piccolo peluche che accompagnava Lorena fin da bambina. Di fronte alla chiesa, il messaggio della sua strada: «Resterai per sempre qui, dove sei amata».

Una bara bianca, il silenzio dei familiari e un piccolo orsacchiotto bianco stretto tra le braccia di una madre. È così che Squinzano, nel Leccese, ha accolto il feretro di Lorena Isceri, tornato dalla Toscana per l’ultimo saluto nella sua città.

Davanti alla chiesa Maria Regina, dove è stata allestita la camera ardente, c’erano i parenti e le persone più vicine alla famiglia. Antonietta, la madre di Lorena, teneva con sé quel piccolo peluche regalato alla figlia quando era bambina: un oggetto semplice, diventato oggi il simbolo di un legame che la morte non può cancellare.

Il padre Franco, sopraffatto dal dolore, si è avvicinato alla bara e l’ha baciata. Un gesto intimo, quasi impossibile da raccontare, che ha restituito per un istante alla tragedia il volto privato di una famiglia costretta a confrontarsi con una perdita irreparabile.

Lorena è stata uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita sotto casa. Secondo quanto ricostruito, la donna è stata rinchiusa nel bagagliaio dell’auto e poi gettata da un cavalcavia dell’A1, a Barberino del Mugello, in provincia di Firenze. Una vicenda che ha attraversato l’Italia e che ora torna nel luogo in cui Lorena era cresciuta, tra le strade e le persone che la conoscevano.

Per alcuni momenti l’accesso alla camera ardente è rimasto chiuso. Una scelta necessaria per consentire alla famiglia di vivere il primo momento dell’addio lontano da sguardi e rumori, in uno spazio di raccoglimento e preghiera.

I funerali saranno celebrati alle 17 nella stessa chiesa Maria Regina. Sarà allora che il dolore privato della famiglia incontrerà quello di un’intera comunità, chiamata a stringersi intorno ai genitori e a ricordare Lorena non soltanto attraverso la violenza che le ha tolto la vita, ma attraverso ciò che di lei resta negli affetti, nei luoghi e nella memoria di chi l’ha conosciuta.

A raccontarlo, ancora prima delle parole, è uno striscione comparso su un muro di fronte alla chiesa. Lo hanno appeso gli amici di via De Pietro, la strada di Squinzano dove Lorena viveva con la sua famiglia.

«Lorena sei cresciuta con noi, ora cammini nella luce, ma resterai per sempre qui, dove sei amata. La tua via De Pietro».

Poche parole per trasformare una strada in un luogo della memoria. E per dire che, dopo il dolore e oltre la cronaca, Lorena continua ad appartenere alla comunità che l’ha vista crescere.

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