27 Ottobre 2026, martedì
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Carburanti alle stelle, Appendino attacca il governo: «Valutare giorno per giorno è un insulto agli italiani»

Nel pieno dell’esodo estivo benzina oltre i 2 euro al litro e gasolio a 2,122 euro. La deputata M5S Chiara Appendino accusa l’esecutivo di «navigare a vista» e chiede un intervento strutturale sulle accise, finanziato con la tassazione degli extraprofitti.

Nel cuore dell’estate, quando milioni di italiani si mettono in viaggio per le vacanze, il pieno torna a trasformarsi in una voce sempre più pesante per i bilanci familiari. Benzina oltre quota 2 euro al litro e gasolio a 2,122 euro: numeri che, secondo la denuncia rilanciata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, riportano il costo dei carburanti ai livelli più elevati degli ultimi tre anni.

È su questo terreno che si accende lo scontro politico. Appendino punta il dito contro il governo e, in particolare, contro l’atteggiamento dell’esecutivo di fronte alla nuova fiammata dei prezzi. A far scattare la polemica è soprattutto la formula utilizzata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, secondo cui la situazione dovrebbe essere valutata «giorno per giorno», lasciando a Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti la decisione su eventuali interventi.

Per Appendino, però, non si tratta di una semplice prudenza istituzionale. È, al contrario, il segnale di un governo privo di una strategia strutturale.

«È il cuore di agosto», osserva la parlamentare pentastellata, sottolineando come l’aumento del costo dei carburanti colpisca proprio nel momento dell’anno in cui gli spostamenti aumentano e milioni di famiglie devono fare i conti con il costo del viaggio. Ma il problema, nella sua lettura, non riguarda soltanto gli automobilisti.

A pagare il conto più salato sono anche categorie professionali per le quali il carburante rappresenta un costo quotidiano e incomprimibile. Autotrasportatori e tassisti, sostiene Appendino, rischiano di vedere ridursi ulteriormente i margini di guadagno, con il rischio che il caro-carburante finisca per ripercuotersi sull’intero sistema economico.

La deputata M5S allarga quindi il campo della critica e individua precise responsabilità politiche nelle scelte compiute dall’esecutivo negli ultimi anni. Nel mirino finiscono le accise, che secondo Appendino sarebbero state aumentate anziché ridotte come promesso, la riforma del settore dei carburanti, rimasta a suo giudizio impantanata, e l’assenza di un intervento strutturale capace di alleggerire stabilmente il costo alla pompa.

Non manca, inoltre, il riferimento agli extraprofitti. La posizione di Appendino è netta: una parte delle risorse necessarie per intervenire sui prezzi potrebbe essere recuperata attraverso una maggiore tassazione dei profitti straordinari realizzati nei settori che hanno beneficiato maggiormente delle dinamiche di mercato.

È proprio qui che la polemica assume una dimensione più ampia. Per la parlamentare, la questione non è soltanto quanto costi oggi un litro di benzina, ma quale scelta politica compiere quando l’aumento dei prezzi colpisce famiglie e lavoratori. La sua accusa è che, nelle decisioni dell’esecutivo, gli interessi dei consumatori siano rimasti subordinati a quelli dei grandi operatori energetici.

Appendino contesta anche l’idea che la responsabilità possa essere attribuita esclusivamente alle tensioni internazionali o all’andamento dei mercati. Pur riconoscendo implicitamente il peso delle dinamiche esterne, la deputata sostiene che esista uno spazio preciso per le decisioni nazionali: quello delle accise, della regolazione del mercato e delle misure fiscali.

Da qui la richiesta rivolta direttamente a Meloni: convocare un Consiglio dei ministri e varare un intervento strutturale che includa anche la benzina, non limitandosi a misure temporanee o a interventi legati all’andamento quotidiano delle quotazioni.

«Valutare giorno per giorno», attacca Appendino, «non è una risposta». Nella sua prospettiva, quella formula rappresenta piuttosto l’immagine di un esecutivo che aspetta l’evoluzione dei prezzi invece di anticiparla con una strategia.

La partita sui carburanti torna così a essere anche una partita politica. Da una parte il governo, chiamato a misurarsi con prezzi condizionati da fattori internazionali e con la necessità di individuare margini di intervento sui conti pubblici; dall’altra le opposizioni, che chiedono misure più incisive e accusano l’esecutivo di non aver mantenuto le promesse sul fronte delle accise.

Nel frattempo, però, per chi deve fare rifornimento la questione resta molto concreta: ogni aumento al distributore si traduce immediatamente in una spesa maggiore. Ed è proprio questa distanza tra la complessità delle decisioni economiche e l’impatto quotidiano del caro-carburante che Appendino utilizza per chiudere il suo affondo: mentre il governo può «valutare giorno per giorno», famiglie, tassisti e autotrasportatori il pieno devono pagarlo ogni giorno.

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