3 Luglio 2026, venerdì
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Mps cambia guida, mercati in tensione: petrolio sopra i 100 dollari e Borse europee in rosso

Revocate le deleghe a Lovaglio, gestione affidata a Maurizio Bai. Avanza il nome di Fabrizio Palermo. Intanto pesano le tensioni geopolitiche e lo spettro di nuove fiammate energetiche

Avvio di giornata all’insegna della cautela per i mercati finanziari internazionali, mentre sullo sfondo si intrecciano instabilità geopolitica e scosse ai vertici bancari italiani. A dominare la scena è il nuovo capitolo della crisi in casa Monte dei Paschi di Siena, che si riflette immediatamente sul titolo a Piazza Affari, in calo dell’1% nelle prime battute.

Il consiglio di amministrazione dell’istituto senese ha deciso di revocare le deleghe all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, sospendendone anche i poteri operativi. Una scelta che apre una fase di transizione: fino alla prossima assemblea, la gestione ordinaria sarà affidata al vice direttore generale vicario Maurizio Bai. Nel frattempo, prende sempre più consistenza l’ipotesi di affidare la guida della banca a Fabrizio Palermo, figura considerata solida per accompagnare una nuova fase strategica.

Borse europee in territorio negativo

Il clima di incertezza si riflette su tutti i principali listini del Vecchio Continente. A Milano il Ftse Mib cede lo 0,57%, Francoforte arretra dello 0,81%, Parigi dello 0,52%, Madrid dello 0,61% e Londra dello 0,73%. Una debolezza diffusa, che segue la chiusura sottotono delle piazze asiatiche: Tokyo termina la seduta con il Nikkei in calo dello 0,27%.

Anche i future di Wall Street segnalano un avvio prudente oltreoceano, mentre gli investitori attendono nuovi segnali dal fronte macroeconomico, in particolare i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, attesi nel pomeriggio.

Medio Oriente e petrolio: torna la pressione sui prezzi

A pesare sui mercati è soprattutto la persistente tensione in Medio Oriente. Il dialogo tra Stati Uniti e Iran appare ancora lontano da una svolta: Teheran ha respinto la proposta avanzata dall’amministrazione guidata da Donald Trump, rilanciando con un piano alternativo articolato in cinque punti.

Secondo indiscrezioni, Trump avrebbe espresso la volontà di chiudere rapidamente il conflitto, pur mantenendo una linea dura e minacciando conseguenze drastiche in caso di mancata apertura iraniana.

Le ricadute sui mercati energetici non si fanno attendere. Il petrolio torna a correre: il Wti sale a 92,34 dollari al barile (+2,1%), mentre il Brent supera nuovamente la soglia psicologica dei 100 dollari, attestandosi a 104,29 (+2%). Al centro dell’attenzione resta lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico globale di greggio. Il Parlamento iraniano starebbe valutando l’introduzione di pedaggi per il transito, ipotesi che alimenta ulteriori timori tra gli operatori.

Piazza Affari: riflettori su Mps, giù Nexi e Inwit

A Milano, oltre a Mps, restano osservati speciali anche Inwit, in flessione dell’1,8%, e Nexi, che perde il 2% dopo recenti cambiamenti ai vertici. Sullo sfondo, si profila uno scontro legale tra Fastweb e Vodafone, con TIM pronta a valutare una possibile disdetta.

In controtendenza STMicroelectronics, che segna un progresso dell’1,7% e si distingue come miglior titolo del listino milanese.

Valute, oro e spread

Sul mercato valutario, l’euro si mantiene stabile sopra quota 1,15 dollari, scambiando a 1,156. In calo invece l’oro, che arretra dell’1,6% a 4.446 dollari l’oncia, segnalando una temporanea riduzione della domanda di beni rifugio.

In risalita lo spread tra Btp e Bund, che si attesta a 91 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano tocca il 3,91%.

Uno scenario complesso, in cui le dinamiche geopolitiche e le tensioni interne al sistema bancario continuano a intrecciarsi, mantenendo elevato il livello di attenzione sui mercati globali.

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