6 Ottobre 2026, martedì
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Fiorentina, notte europea da grande squadra: 3-0 allo Jagiellonia e ottavi a un passo

Dopo un primo tempo in apnea, i viola cambiano marcia nella ripresa e travolgono i polacchi con Ranieri, Mandragora e Piccoli. Vanoli esulta: qualificazione ipotecata e segnale forte alla Conference.

La maturità europea si misura nei momenti di difficoltà. E la Fiorentina, in Polonia, dimostra di averne acquisita parecchia. Sul campo dello Jagiellonia Białystok, i viola soffrono, resistono e poi colpiscono con precisione chirurgica. Il 3-0 finale non è soltanto un risultato rotondo: è un messaggio chiaro alla UEFA Europa Conference League e un passo deciso verso gli ottavi di finale.

Una vittoria costruita in due atti, quasi in contrasto tra loro: il primo di contenimento e pazienza, il secondo di dominio e concretezza.

Primo tempo: equilibrio e tensione

L’avvio è complesso. La Fiorentina fatica a prendere il controllo del ritmo, il pressing dei padroni di casa è ordinato, le linee di passaggio spesso ostruite. I viola tengono il pallone ma producono poco, e l’unica vera occasione nasce da un’iniziativa di Fabbian che costringe Abramowicz all’intervento. Troppo poco per chi ambisce a fare strada in Europa.

Lo Jagiellonia non è spettatore passivo: gioca con intensità, prova a sfruttare le corsie e si affaccia con decisione negli ultimi trenta metri. La sensazione, all’intervallo, è quella di una partita bloccata, ancora tutta da scrivere.

Ripresa: la svolta sui piazzati

Il copione cambia radicalmente al rientro dagli spogliatoi. La Fiorentina alza il baricentro, aumenta la qualità delle giocate e soprattutto sfrutta al meglio le situazioni da fermo.

Al 53’, su corner, arriva la svolta. Fazzini disegna una traiettoria precisa, Ranieri legge il tempo dell’inserimento e trova l’impatto decisivo. Abramowicz non è impeccabile e il pallone si insacca per l’1-0. È la crepa che apre la diga.

I polacchi tentano una reazione d’orgoglio e trovano anche un palo con Wdowik, episodio che per qualche minuto riaccende l’equilibrio emotivo del match. Ma è solo un lampo isolato.

Mandragora, il colpo d’autore

La vera firma sulla partita la mette Mandragora. Al 65’ si presenta su punizione diretta e disegna una parabola perfetta con il sinistro: potenza, precisione e nessuna possibilità per il portiere. Il 2-0 è una sentenza tecnica e psicologica. Da lì in avanti la Fiorentina prende il controllo totale della gara, palleggia con sicurezza e gestisce tempi e spazi con personalità.

Il tris e la gestione

Il sigillo definitivo arriva all’81’. Drachal stende Piccoli in area: rigore netto. Lo stesso attaccante si incarica della battuta e trasforma con freddezza. È il 3-0 che spegne definitivamente le speranze dello Jagiellonia e consegna ai viola una serata quasi perfetta.

Vanoli può sorridere non solo per il risultato, ma per la prova di maturità collettiva. La squadra ha saputo attendere il momento giusto per colpire e lo ha fatto con cinismo. Un successo pesante anche alla luce delle rotazioni e della presenza di tanti giovani della Primavera in panchina: segnale di fiducia e di progettualità.

Mezza ipoteca sugli ottavi

Il ritorno sarà tutt’altro che una formalità, ma il margine costruito in Polonia consente alla Fiorentina di guardare con fiducia al prossimo atto europeo. La Conference League, spesso considerata terreno di passaggio, si conferma invece un laboratorio di crescita.

E questa Fiorentina, quando unisce solidità e qualità, può ambire a molto più di una semplice qualificazione.

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