La vicenda giudiziaria legata al caso Chiara Poggi si arricchisce di un nuovo, significativo capitolo. La Corte di Cassazione ha infatti respinto l’inchiesta aperta dalla Procura di Brescia nei confronti di Mario Venditti, ex procuratore aggiunto di Pavia, accusato di presunta corruzione in atti giudiziari. Secondo l’accusa, Venditti avrebbe ricevuto “20-30mila euro” da Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, per archiviare la posizione del figlio nel 2017, all’epoca indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
Dalla sesta sezione penale della Suprema Corte arriva un “rigetto totale” del ricorso avanzato dal Procuratore di Brescia, Francesco Prete, e dalla pm Claudia Moregola. Il ricorso mirava a ribaltare l’ordinanza del Tribunale del riesame di Brescia del 17 novembre 2025, che aveva annullato il sequestro dei dispositivi elettronici del magistrato, eseguito il 24 ottobre. Tra questi figuravano tre telefoni, due computer, due tablet, due hard disk e due chiavette USB, tutti in uso al 72enne ormai in pensione.
Con questa decisione, la Cassazione conferma dunque la totale inattendibilità delle ipotesi investigative avanzate dalla Procura bresciana sul presunto scambio di denaro e sul ruolo di Venditti nel procedimento a carico di Andrea Sempio. Il caso, che aveva sollevato un forte interesse mediatico, vede così esclusa ogni implicazione dell’ex magistrato nella vicenda giudiziaria legata alla tragica morte di Chiara Poggi.
