26 Luglio 2026, domenica
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Greta Thunberg Arrestata a Londra durante una Manifestazione di Solidarietà con i Prigionieri di Palestine Action

L’attivista svedese è stata fermata mentre partecipava a una protesta contro le condizioni di detenzione di otto membri del gruppo Palestine Action in sciopero della fame. Il governo Starmer sotto accusa per la gestione della vicenda.

Un arresto che ha scosso le cronache internazionali: Greta Thunberg, l’attivista svedese che ha fatto del cambiamento climatico la sua battaglia, è stata fermata oggi dalla polizia della City di Londra durante una manifestazione di solidarietà con i prigionieri di Palestine Action. La protesta, che si è svolta davanti agli uffici di Aspen Insurance nel centro della capitale britannica, era in sostegno di otto detenuti in sciopero della fame da oltre 50 giorni. Questi prigionieri fanno parte del movimento che denuncia la repressione e le condizioni di detenzione disumane nel Regno Unito, dopo essere stati arrestati nell’ambito di una controversa operazione che ha visto il loro gruppo messo al bando con accuse di terrorismo.

La manifestazione, che aveva lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di vita dei prigionieri e sul legame tra il governo britannico e il complesso militare-industriale israeliano, ha visto anche altre azioni simboliche, tra cui l’uso di vernice spray rossa sulla sede di Aspen Insurance, accusata di supportare Elbit Systems, un’azienda che collabora con l’esercito israeliano. A suscitare particolare attenzione è stato il fermo di Greta Thunberg, che, come riportano gli organizzatori, ha esposto un cartello con la scritta: “Sostengo i prigionieri di Palestine Action. Mi oppongo al genocidio”. Un gesto che, secondo le autorità, avrebbe violato l’articolo 13 del Terrorism Act del 2000, legge che proibisce la manifestazione di sostegno a gruppi considerati terroristici dal governo britannico.

La giovane attivista è stata arrestata mentre si trovava in compagnia di altri dimostranti che, al grido di “Free Palestine”, esprimevano la loro opposizione alla politica di repressione del governo di Keir Starmer nei confronti del gruppo Palestine Action. Il collettivo, noto per le sue azioni di disobbedienza civile, è accusato di aver preso di mira installazioni legate al settore della difesa, ma non ha mai compiuto attacchi diretti contro persone.

Questa azione di protesta arriva dopo settimane di crescente tensione riguardo alla situazione dei prigionieri di Palestine Action, che sono accusati di aver compiuto atti di sabotaggio contro aziende legate all’industria bellica israeliana. Gli otto detenuti, uomini e donne, stanno affrontando gravi condizioni di salute a causa dello sciopero della fame che, a quanto pare, sta mettendo a rischio le loro vite. Le critiche al governo britannico si fanno sempre più forti, con politici di sinistra, attivisti per i diritti umani e anche agenzie internazionali come l’ONU che denunciano la gestione burocratica e disumana della vicenda.

La situazione ha fatto tornare alla mente il tristemente celebre hunger strike del 1981, quando dieci prigionieri repubblicani nordirlandesi, tra cui Bobby Sands, morirono durante una protesta contro le politiche carcerarie del governo di Margaret Thatcher. Oggi, a distanza di più di 40 anni, il governo di Starmer si trova a fronteggiare una crescente pressione per risolvere il caso, accusato di ignorare le richieste di avvocati e familiari dei detenuti, alcuni dei quali sono già stati ricoverati in ospedale a causa del loro deterioramento fisico.

Greta Thunberg ha espresso chiaramente la sua solidarietà durante la manifestazione, dicendo in un video ripreso prima del suo arresto: “Io sostengo i prigionieri di Palestine Action, io mi oppongo al genocidio”. La sua partecipazione a questa causa, che collega i temi della giustizia sociale e dei diritti umani, ha suscitato un ampio dibattito sulle connessioni tra la politica internazionale, la giustizia e la sicurezza nazionale, con molte voci che criticano il governo britannico per il suo atteggiamento verso le azioni di protesta pacifica.

In seguito all’arresto di Thunberg, almeno altri due manifestanti sono stati fermati dalla polizia, accusati di aver vandalizzato con vernice la sede della compagnia assicurativa, Aspen Insurance, che ha legami con l’industria della difesa israeliana. La giornata di protesta si è conclusa con una messa in evidenza di un tema che ormai non riguarda solo i prigionieri, ma un intero movimento internazionale di opposizione alla violenza e alla repressione, nonché alla crescente militarizzazione dei governi occidentali.

L’arresto di Greta Thunberg segna un capitolo significativo in una protesta che ormai ha travalicato i confini nazionali, attirando l’attenzione di media e attivisti in tutto il mondo. La battaglia, che unisce la causa palestinese con quella per i diritti civili, continua a crescere, alimentata dalla determinazione di chi non vuole restare in silenzio di fronte alle ingiustizie globali.

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