Una cerimonia che va oltre il tributo sportivo, per diventare simbolo di un’Italia vincente, unita nella diversità, capace di farsi modello in campo e fuori. Le nazionali italiane di pallavolo, femminile e maschile, entrambe campioni del mondo, sono state ricevute al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un incontro che ha unito emozione, gratitudine e orgoglio nazionale.
L’ingresso al Colle è stato salutato da un pubblico caloroso, con tifosi, bandiere, selfie, applausi e cori. Protagonisti assoluti, insieme ai tecnici e ai capitani, anche i volti noti delle due formazioni: Paola Egonu, Simone Anzani, Danesi, Giannelli (assente per impegni di club), e naturalmente i commissari tecnici Ferdinando De Giorgi e Julio Velasco, emblemi di due percorsi sportivi distinti ma convergenti nel successo.
Mattarella: “Siete stati formidabili. L’Italia vi è riconoscente”
Visibilmente commosso, il Capo dello Stato ha accolto le due delegazioni con parole cariche di ammirazione:
“Siete stati formidabili. Tutto il Paese vi ha seguito e vi è riconoscente. Le finali sono state emozionanti e le avete affrontate con spirito, coraggio e un’eleganza tecnica che rende onore all’Italia”.
Mattarella ha voluto rivolgere un pensiero anche agli assenti – come Simone Giannelli, autore di una lettera indirizzata al Presidente – e ha lodato il contributo di chi, pur non scendendo in campo, ha rappresentato il cuore pulsante delle squadre, come Riccardo Lavia nel maschile e Sylla e Orro nel femminile.
I capitani Anna Danesi e Simone Anzani hanno donato al Capo dello Stato le maglie delle due nazionali, un pallone firmato, le medaglie d’oro e una cravatta commemorativa. Un gesto simbolico che suggella il legame tra istituzioni e sport, tra vertice dello Stato e base del movimento pallavolistico italiano.
De Giorgi: “Siamo una squadra speciale. Il Presidente è il nostro motivatore”
Il commissario tecnico della nazionale maschile, Ferdinando De Giorgi, ha parlato con la consueta lucidità e passione:
“Festeggiamo qualcosa di straordinario. Siamo orgogliosi di far parte di una storia che unisce due mondi, maschile e femminile, in un successo che appartiene a tutti. L’Italia è anche il Paese della pallavolo”.
De Giorgi ha sottolineato il valore umano del gruppo: “Non siamo perfetti, ma speciali. Ci sosteniamo a vicenda, cerchiamo di non lasciare nessuno indietro. È questa coesione che ci ha portato lontano”. Poi, rivolgendosi direttamente al Presidente Mattarella, ha aggiunto: “Lei è il nostro primo motivatore. Torniamo da lei con grande emozione, come ci eravamo promessi. Speriamo di farlo ancora”.
Infine, ha condiviso lo slogan che ha ispirato la squadra nelle fasi decisive: “Divertitevi, lottate, vincete. Tre parole semplici, ma che ci hanno guidato verso il successo”.
Velasco: “Orgoglio e consapevolezza. Ma non si può mai dare nulla per scontato”
Julio Velasco, alla guida della nazionale femminile, ha tenuto un intervento profondo, ricco di riflessioni tecniche e culturali:
“Essere ricevuti dal Presidente significa essere accolti dall’Italia intera. È un riconoscimento che ci rende orgogliosi, ma che deve rafforzare in noi la consapevolezza che le vittorie non sono mai eterne. Quando si inizia ad abituarsi al successo, si è già sulla strada della sconfitta”.
Il tecnico italo-argentino ha evidenziato la straordinaria varietà umana del gruppo: “La nostra squadra è fatta di persone con origini, culture, storie differenti. Dalla Germania alla Costa d’Avorio, dalla Russia all’Argentina. Nessuno deve giustificare la propria identità, perché ciò che conta è la bandiera italiana che difendiamo tutte insieme”.
Velasco ha definito la sua squadra “un modello democratico”: “Funzioniamo non perché annulliamo le differenze, ma perché le valorizziamo. È un messaggio importante in un’epoca in cui sembra che si possa convivere solo se si è d’accordo su tutto. Non è così. La pallavolo insegna che si può vincere anche con tante teste diverse, se si ha un obiettivo comune”.
Danesi: “Siamo un modello prima ancora che una squadra vincente”
Nel suo intervento, Anna Danesi, capitana delle azzurre, ha dato voce al vissuto emotivo di un’intera generazione di atlete:
“Le emozioni nel tornare qui sono sempre genuine. I numeri raccontano i risultati, ma non dicono tutto: la fatica, gli infortuni, i sacrifici, le ore in palestra, i momenti di difficoltà. È lì che si diventa squadra”.
Danesi ha poi voluto sottolineare un obiettivo che va oltre le medaglie: “Ci piace essere un gruppo vincente, ma soprattutto un modello. Un modello di inclusione, di rispetto delle differenze, di esaltazione delle individualità. Questo è il nostro traguardo più bello”.
Anzani: “Questa vittoria è dell’Italia intera”
A rappresentare la squadra maschile ha parlato Simone Anzani, vicecapitano, visibilmente emozionato:
“Questo back-to-back mondiale ci riempie d’orgoglio. Abbiamo portato in alto i colori dell’Italia e vogliamo che questa vittoria possa ispirare le nuove generazioni”.
Anzani ha ricordato che dietro ogni trionfo c’è un sistema complesso: “In campo non eravamo solo in quattordici. Con noi c’erano il nostro Paese, le famiglie, i tifosi. Questa Coppa è dell’Italia intera”.
Manfredi: “Abbiamo il dovere di far crescere ancora questo movimento”
Il presidente della FIPAV, Giuseppe Manfredi, ha evidenziato il valore strutturale di un movimento solido, diffuso, capace di formare atleti e persone:
“Alle spalle di queste vittorie ci sono migliaia di ragazze e ragazzi che ogni giorno entrano in palestra con un sogno. La forza del volley italiano è la sua rete capillare. Il successo non si misura solo con le medaglie, ma con ciò che si trasmette alle generazioni future”.
Buonfiglio: “Un record storico, un modello da studiare”
Infine, Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, ha ricordato come questo evento rappresenti una rarità anche a livello internazionale:
“Mai prima d’ora l’Italia aveva avuto, insieme, due nazionali campioni del mondo. Era successo solo una volta al mondo, 60 anni fa. Il volley è un modello da studiare: per la sua capacità organizzativa, per la formazione dei giovani e per la competenza dei suoi tecnici”.
Buonfiglio ha voluto sottolineare il legame tra De Giorgi e Velasco: “Il primo è stato allievo del secondo. Oggi vincono entrambi. È la dimostrazione che in Italia esiste una vera scuola della pallavolo”.
Il volley come specchio di un Paese che sa essere vincente
La giornata al Quirinale si è chiusa tra sorrisi, scatti ufficiali e strette di mano. Ma ciò che resta è il messaggio profondo di un’Italia che sa vincere con umiltà, spirito di squadra e rispetto delle diversità. Le parole dei protagonisti, al di là della retorica celebrativa, hanno tracciato un orizzonte di responsabilità e speranza.
In un tempo in cui lo sport rischia di diventare solo spettacolo o consumo, le due nazionali azzurre hanno ricordato che si può ancora parlare di passione, fatica, valori condivisi e comunità. E che sì, la pallavolo oggi è davvero uno dei volti migliori dell’Italia nel mondo.
