14 Ottobre 2026, mercoledì
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Russell domina a Singapore, Verstappen argina le McLaren. Antonelli brilla, Ferrari in ombra

L'inglese della McLaren conquista la sua seconda vittoria stagionale con autorità. Verstappen gestisce, Ferrari ancora lontana dal podio. Hamilton penalizzato, Antonelli in top five.

George Russell mette il sigillo su un weekend perfetto a Singapore, centrando la sua seconda vittoria stagionale dopo quella conquistata a Montreal a inizio estate, e la quinta in carriera in Formula 1. Un trionfo senza sbavature sul tracciato cittadino di Marina Bay, dove il pilota britannico della McLaren è stato imprendibile fin dalla pole position, trasformando una prestazione solida in un successo cristallino.

Alle sue spalle Max Verstappen ha tentato di cambiare le sorti del GP con una strategia aggressiva al via, scegliendo la mescola soft per provare a prendere la testa della corsa già alla prima curva. L’olandese ha però dovuto fare i conti con l’efficacia della partenza di Russell e con l’assetto impeccabile della McLaren numero 63, capace di resistere al tentativo d’attacco iniziale e poi di gestire il ritmo con grande autorità per tutto l’arco della gara.

Per Verstappen, che ha comunque chiuso davanti alle due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, la soddisfazione arriva sul piano statistico: con il terzo e quarto posto ottenuto insieme ai suoi compagni di squadra, la Red Bull mette matematicamente le mani sul titolo Costruttori con larghissimo anticipo, il secondo consecutivo e il decimo nella storia della scuderia di Milton Keynes.

McLaren in forma, Red Bull gestisce

Il GP di Singapore ha confermato il buono stato di forma della McLaren, ormai presenza fissa ai vertici della griglia. Lando Norris e Oscar Piastri, pur costretti a una convivenza tesa sin dai primi giri — quando i due si sono trovati ruota a ruota poco dopo lo spegnimento dei semafori — hanno gestito una gara complessa ma concreta, incassando punti pesanti e confermandosi come i principali antagonisti della Red Bull in questa seconda parte di stagione.

Ferrari ai margini, brilla Antonelli

Sul fronte Ferrari, la trasferta asiatica non ha portato alcuna svolta. Il Cavallino esce da Marina Bay con un bilancio magro e, soprattutto, senza acuti. Charles Leclerc, dopo un ottimo scatto al via che gli ha permesso di inserirsi nella lotta per la quinta posizione, ha progressivamente perso terreno rispetto ai primi e ha dovuto infine cedere il passo a un convincente Andrea Kimi Antonelli, autore di una manovra precisa e pulita a otto giri dal termine.

Il giovane talento italiano, al volante della Mercedes, ha così chiuso in quinta posizione, miglior risultato personale in Formula 1 e nuovo segnale delle sue qualità in continua ascesa. Antonelli, sempre più convincente nelle sue prestazioni, ha confermato di meritare la fiducia che il team ha riposto in lui.

Carlos Sainz, penalizzato in partenza dalla retrocessione in ultima fila (assieme ad Alexander Albon) per via di un’irregolarità al sistema DRS delle Williams, è riuscito a risalire fino alla decima posizione, racimolando un punto che sa però di consolazione.

Hamilton penalizzato, Alonso non molla

Gara complicata anche per Lewis Hamilton, la cui prestazione si è spenta proprio nel finale. Il sette volte campione del mondo ha lamentato problemi ai freni negli ultimi due giri e, pur riuscendo a tagliare il traguardo davanti a Fernando Alonso in una volata serrata, ha poi visto svanire il settimo posto a causa di una penalità di cinque secondi per reiterata violazione dei limiti della pista.

Una sanzione che lo ha fatto retrocedere all’ottavo posto, alle spalle dello stesso Alonso, sempre battagliero nonostante una strategia di gara compromessa da un pit stop poco efficace. Il pilota dell’Aston Martin ha comunque mostrato grinta e determinazione, sfruttando al massimo ogni occasione utile per rimanere nella zona punti.

Chiudono la top ten Oliver Bearman, nono al volante della Haas motorizzata Ferrari, e Carlos Sainz, decimo come detto al termine di una gara in salita sin dal via.

Una corsa tecnica e tattica

Il Gran Premio di Singapore ha offerto uno spettacolo più tecnico che spettacolare, privo di incidenti rilevanti o colpi di scena plateali. La gestione delle gomme e delle strategie di sosta è stata fondamentale, con pochi margini d’errore su un tracciato notoriamente severo per le monoposto e per i piloti, complici le alte temperature e l’elevato carico di lavoro richiesto in ogni giro.

Russell ha saputo coniugare ritmo, controllo e intelligenza strategica, dimostrandosi maturo e centrato in ogni fase della corsa. Un segnale forte lanciato a tutto il paddock e una conferma per la McLaren, che si candida con sempre maggiore convinzione a insidiare la leadership Red Bull nella prossima stagione.

Per la Ferrari, invece, la trasferta di Singapore rappresenta l’ennesima occasione mancata in un campionato sin qui segnato da alti e bassi, con il podio che resta ancora lontano e la competitività che continua a latitare quando si alza il livello.

Classifica, scenari e prossimi appuntamenti

Con la matematica conquista del titolo Costruttori, la Red Bull può ora concentrarsi sul mantenimento del dominio anche sul fronte piloti, dove Verstappen continua a godere di un vantaggio rassicurante.

Dietro di lui, però, la lotta per il secondo posto si fa interessante, con Russell, Norris, Piastri e Leclerc che restano in corsa per il ruolo di miglior “umano” alle spalle del fuoriclasse olandese.

Prossima tappa, il Gran Premio del Giappone a Suzuka, dove sarà ancora una volta la resistenza delle scuderie di rincalzo a misurare la solidità dell’egemonia Red Bull, mentre per la Ferrari si tratterà di un banco di prova decisivo per non archiviare anzitempo anche questa stagione.

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