Un gesto dal forte valore intimidatorio ha scosso la comunità di Caivano e, in particolare, la parrocchia di San Paolo Apostolo, cuore del Parco Verde. Durante la celebrazione della messa, un uomo, confondendosi tra i fedeli in fila per ricevere la comunione, si è avvicinato a don Maurizio Patriciello – sacerdote da anni in prima linea nella denuncia delle infiltrazioni criminali – e gli ha consegnato un fazzoletto contenente un proiettile. Subito dopo si è allontanato rapidamente, dileguandosi tra la folla.
La gravità dell’episodio è stata resa nota da Pina Castiello, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che era presente alla funzione religiosa. “È raccapricciante e vergognoso quello che è accaduto questa mattina in mia presenza durante la messa – ha dichiarato –. Un esponente della criminalità locale, approfittando del momento della comunione, ha raggiunto l’altare e ha consegnato a don Patriciello un fazzoletto con all’interno un proiettile, per poi dileguarsi in fretta”.
Il gesto, compiuto in un contesto liturgico e davanti a decine di fedeli, assume un significato ancora più inquietante. Don Maurizio Patriciello, noto in tutta Italia per la sua costante battaglia contro la camorra e per il suo impegno sociale e civile a favore dei giovani e delle famiglie del Parco Verde, non è nuovo a intimidazioni e minacce. Negli anni, la sua voce contro i clan e la sua attività pastorale a fianco della comunità più fragile di Caivano lo hanno reso un punto di riferimento ma anche un bersaglio per la criminalità organizzata.
La consegna di un proiettile, da sempre messaggio di morte nella simbologia mafiosa, rappresenta un chiaro tentativo di condizionare e incutere paura. Eppure, proprio la scelta di compiere l’atto durante la messa, nel momento più solenne della celebrazione, conferisce all’intimidazione una dimensione pubblica e plateale, che travalica i confini del semplice avvertimento personale per trasformarsi in una sfida lanciata all’intera comunità.
La denuncia di Castiello e la testimonianza diretta di quanto accaduto rendono l’episodio ancora più dirompente. La presenza di un rappresentante del governo al momento dei fatti sottolinea come la criminalità non tema di manifestarsi apertamente, persino davanti a figure istituzionali.
Resta ora da capire quali saranno le reazioni delle autorità competenti e quale protezione verrà garantita a don Patriciello, che continua a essere un simbolo della resistenza civile alle logiche criminali. Nel frattempo, l’episodio alimenta un clima di tensione e preoccupazione nel Parco Verde, dove le famiglie già convivono quotidianamente con le pressioni e il controllo dei clan.
Il proiettile consegnato all’altare non è soltanto un gesto di violenza simbolica: è un avvertimento diretto a un sacerdote che non ha mai smesso di denunciare e di opporsi alla camorra. Ma è anche, inevitabilmente, un messaggio rivolto all’intera comunità, chiamata ancora una volta a scegliere da che parte stare.
