5 Ottobre 2026, lunedì
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Bravata in Valcamonica, 23enne precipita dal tettuccio di un’auto in corsa: lotta tra la vita e la morte

Il giovane, ripreso dal cellulare mentre si sdraiava sulla vettura guidata da un’amica, è caduto a terra durante una rotatoria. Sullo sfondo l’ombra delle sfide social estreme, già finite sotto la lente degli investigatori.

Un gioco estremo, consumato all’alba sulle strade della media Valcamonica, si è trasformato in una tragedia che potrebbe costare la vita a un ragazzo di 23 anni. È ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Civile di Brescia, con prognosi riservata, dopo essere precipitato dal tettuccio di un’auto in corsa a Esine, piccolo centro della provincia di Brescia.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il giovane era sdraiato sul tetto della vettura guidata da una coetanea, amica del gruppo con cui aveva trascorso la serata a una festa nella Bergamasca. Erano circa le 5.30 del mattino quando, rientrati in valle, sei ragazzi tra i 18 e i 24 anni hanno deciso di mettere in scena quella che nelle intenzioni voleva essere una bravata, forse ispirata a video che circolano da tempo sui social network con sfide note come planking o car surfing.

Nell’abitacolo si sono sistemati in quattro, mentre due hanno scelto di viaggiare sul tettuccio. Uno si è aggrappato con entrambe le mani al portapacchi. L’altro, il 23enne oggi in condizioni disperate, teneva con una mano lo smartphone, utilizzato per filmare l’impresa, e con l’altra cercava di mantenere l’equilibrio. Le immagini rimaste nel suo cellulare documentano gli ultimi istanti prima della caduta: l’auto affronta una rotatoria, subisce probabilmente un’accelerazione improvvisa e il ragazzo perde la presa, finendo violentemente sull’asfalto.

Gli amici, sconvolti, hanno subito chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati un’ambulanza e l’elisoccorso, che ha trasportato il giovane in codice rosso al Civile. Dopo un delicato intervento chirurgico, resta in pericolo di vita.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica. I video rinvenuti sullo smartphone del ferito, acquisiti dai carabinieri, confermano che non si è trattato di un incidente casuale, bensì di una prova azzardata messa in scena dal gruppo. Resta da chiarire se i giovani stessero tentando di replicare una delle pericolose sfide che spopolano online, già al centro di numerosi allarmi per la loro capacità di attrarre adolescenti e giovani adulti verso comportamenti ad alto rischio.

Il caso di Esine riporta in primo piano il tema della deriva delle “challenge” sui social: sequenze di pochi secondi, capaci di generare visibilità e like, ma che trasformano la ricerca di emozioni forti in un azzardo estremo. Stavolta, però, la ricerca di un brivido si è trasformata in un dramma che rischia di spegnere una vita.

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