4 Ottobre 2026, domenica
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Sciopero per Gaza, l’Italia si ferma: università, stazioni e porti bloccati dalle proteste

Dalla Sapienza a Palermo, da Milano a Bari, cortei e presidi in tutte le principali città. Disagi nei trasporti e blocchi agli ingressi delle università. Migliaia in piazza contro la guerra e i rapporti con Israele

Una giornata di mobilitazione senza precedenti ha attraversato l’Italia, da nord a sud, nel segno della solidarietà con la popolazione palestinese. Lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) e sostenuto da numerosi movimenti studenteschi e associazioni ha riempito le piazze, paralizzato il traffico, bloccato università, porti e stazioni ferroviarie. Lo slogan più ripetuto, “Blocchiamo tutto, stop al genocidio”, è diventato il filo conduttore di manifestazioni che hanno coinvolto decine di migliaia di persone.

Roma, la capitale presidiata

A Roma migliaia di manifestanti hanno invaso piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, presidio simbolo della giornata. La zona è stata blindata dalle forze dell’ordine, con diversi ingressi chiusi. Gli studenti hanno bloccato gli accessi alla cittadella universitaria della Sapienza, impedendo lo svolgimento delle lezioni. Sul palco improvvisato davanti alla stazione, gli organizzatori hanno annunciato nuove azioni in diversi punti nevralgici della città. Sventolano striscioni con scritte come “Stop accordi con Israele” e cori scandiscono a ripetizione “Free free Palestine”.

Milano, cortei e trasporti in tilt

A Milano, da piazza Cadorna, è partito un corteo fiume che ha attraversato il centro con migliaia di persone in strada. Parallelamente, lo sciopero ha colpito duramente il sistema dei trasporti: cancellazioni di treni e ritardi fino a due ore nelle principali stazioni – Centrale, Garibaldi e Rogoredo – hanno creato forti disagi ai pendolari. Lo stop, indetto dall’Usb, rivendica il cessate il fuoco immediato, il sostegno alla Global Sumud Flotilla e l’interruzione delle relazioni politiche ed economiche con Israele.

Napoli, studenti in piazza e binari occupati

Nel capoluogo campano migliaia di studenti hanno marciato da piazza Mancini a piazza Municipio, mentre un altro corteo si è diretto verso l’ex base Nato di Bagnoli, in concomitanza con la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La protesta ha avuto effetti immediati sui trasporti: un gruppo di manifestanti ha occupato per circa venti minuti alcuni binari della stazione centrale, bloccando la circolazione ferroviaria. Disagi anche sulle linee della metropolitana e sulle funicolari cittadine, con servizi sospesi o ridotti.

Torino, studenti e lavoratori insieme

A Torino piazza Carlo Felice, davanti a Porta Nuova, si è riempita di migliaia di studenti e lavoratori. L’ingresso principale della stazione è stato chiuso per motivi di sicurezza. Gli striscioni dei sindacati di base hanno dettato la linea della protesta: “Blocchiamo tutto a difesa della Palestina” e “Non un euro per la guerra”. Il corteo si è poi mosso verso via Madama Cristina.

Genova, i porti paralizzati

Nonostante l’allerta meteo e le forti piogge, a Genova centinaia di persone hanno bloccato i varchi portuali di via Albertazzi e San Benigno, unendosi a cortei studenteschi partiti da via Balbi e piazza Montano. Nel pomeriggio è stato annunciato un nuovo corteo cittadino.

Puglia, il primo sciopero politico dopo anni

A Bari la manifestazione è partita dal molo San Nicola, con passaggio davanti al consolato israeliano. Usb, Cobas, Cub e Sgb hanno unito le forze, rivendicando non solo lo stop alla guerra ma anche una critica all’“economia bellica” e alla mancanza di politiche serie per lavoro e salari. Presidi anche a Lecce e Taranto.

Bologna, università sbarrata

Nel cuore della zona universitaria di Bologna, via Zamboni, collettivi studenteschi hanno transennato gli ingressi principali del Rettorato e delle facoltà di Giurisprudenza e Matematica. “Oggi non c’è lezione”, hanno dichiarato i manifestanti. Lo sciopero ha coinvolto anche la rete ferroviaria regionale, con diverse cancellazioni di treni sulle tratte locali e nazionali.

Venezia e il Veneto, corteo verso il porto

A Marghera migliaia di manifestanti hanno sfilato da piazzale Giovannacci verso il porto, annunciando l’intenzione di bloccarne i varchi. In testa al corteo uno striscione con scritto “Gaza sta bruciando. Blocchiamo tutto”.

Firenze, blocchi sull’autostrada

A Calenzano, alle porte di Firenze, i manifestanti hanno bloccato l’accesso al casello autostradale, paralizzando il traffico sulla A1. Una bandiera palestinese è stata affissa sull’opera “Ruota del tempo” di Dani Karavan. Il corteo ha raggiunto Campi Bisenzio e la sede della Leonardo, simbolo dell’industria militare, per poi proseguire verso l’ex Gkn.

Livorno, il porto come obiettivo

A Livorno il presidio è iniziato all’alba ai varchi doganali. Usb ha denunciato la prevista sosta di una nave americana carica di armi, la “Slnc Severn”, destinata a Israele. Centinaia di manifestanti hanno rallentato l’accesso ai mezzi pesanti e ai tir, denunciando il legame tra lo scalo toscano e i traffici bellici.

Palermo, ventimila in corteo

In Sicilia la mobilitazione più imponente si è svolta a Palermo, con circa 20 mila persone secondo gli organizzatori. In testa al corteo lo striscione “Fermare il genocidio a Gaza, difendere la Flotilla, stop economia di guerra, abbassate le armi alzate i salari”. Tra i manifestanti anche avvocati in toga e associazioni civili.

Le adesioni in Umbria

Presidi e cortei anche a Perugia e Terni, con slogan “Palestina libera” e bandiere Usb e palestinesi. “È uno sciopero che mette al centro la questione palestinese”, ha detto Gianluca Liviabella di Usb Umbria.

I dipendenti vaticani in piazza

Alla mobilitazione hanno aderito anche i dipendenti del Vaticano, riuniti nell’Associazione dei laici Adlv. In un comunicato hanno richiamato le parole di Papa Francesco all’Angelus: “I popoli hanno bisogno di pace: chi li ama veramente lavora per la pace”.

Una mappa composita di cortei, picchetti e blocchi, che ha reso visibile in tutta Italia una protesta politica e sindacale di dimensioni rare negli ultimi anni. Una giornata che ha messo in evidenza il legame sempre più stretto tra rivendicazioni sociali e richieste di pace, e che rischia di segnare l’inizio di una stagione di mobilitazioni più ampie, con epicentro la questione palestinese.

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