Nel cuore della Campania interna, tra i fianchi scoscesi delle “Dolomiti del Sud”, si è consumato un incontro musicale di rara intensità e significato: martedì 5 agosto, in Via Caduti di Guerra a Sicignano degli Alburni, si è tenuto un concerto di grande rilievo artistico che ha visto contrapposti, non nella caricaturale rivalità popolare ma in un confronto filologico e poetico, Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart. Due nomi legati da una storia ambigua, complessa, alimentata dal mito e dalla letteratura, ma anche da una realtà fatta di influenze reciproche, rispetto e – non da ultimo – autentica musica.
La serata, curata dal pianista Costantino Catena – anche direttore artistico della rassegna MusicAlburni – e organizzata dall’Associazione Gestione Musica con il sostegno del Comune di Sicignano degli Alburni, della Pro Loco Monti Alburni, del Ministero della Cultura e della Regione Campania, ha voluto rendere omaggio a Salieri nel bicentenario della sua morte (1825–2025), proponendo il suo Concerto in do maggiore per pianoforte e orchestra accanto all’iconico Concerto K271 “Jeunehomme” di Mozart, uno dei capisaldi della produzione giovanile del salisburghese. Interprete solista è stato lo stesso Catena, accompagnato dall’Orchestra Salerno Classica diretta da Francesco D’Arcangelo.
Un confronto che è anche dialogo
L’idea di accostare i due concerti non nasce da una volontà polemica, bensì da un’esigenza culturale: restituire ad Antonio Salieri la complessità di un autore ingiustamente oscurato da una leggenda nera – quella del presunto assassinio di Mozart – ampiamente smentita dagli studi musicologici più accreditati. Il compositore italiano, celebrato in vita e stimato didatta (tra i suoi allievi, Franz Schubert, Ludwig van Beethoven e Carl Czerny), ha lasciato una produzione ampia e variegata, non ancora pienamente valorizzata. Il Concerto in do maggiore, eseguito a Sicignano, è pagina luminosa, costruita con eleganza formale e senso del colore orchestrale: l’“Allegro maestoso” iniziale si distingue per l’articolazione ritmica e la brillantezza tematica, il “Larghetto” centrale incanta per il dialogo discreto tra pianoforte e pizzicati d’archi, mentre l’“Andantino” finale, un rondò vivace, si sviluppa con leggerezza galante e spirito teatrale.
Mozart, dal canto suo, è rappresentato dal Concerto K271, composto a soli 21 anni, che segna uno dei primi vertici assoluti del genere nella storia della musica. Opera innovativa per equilibrio e inventiva, il “Jeunehomme” – così chiamato dal nome della dedicataria, probabilmente la pianista francese Victoire Jenamy – sorprende sin dalle prime battute per la capacità di intrecciare il pianoforte all’orchestra in un dialogo serrato, a tratti perfino drammatico. La costruzione formale unitaria, culminante nell’integrazione tra Adagio e Rondò finale, anticipa intuizioni romantiche e mostra un giovane compositore già padrone assoluto della forma e dell’espressione.
La lezione di Schubert
Non solo Mozart e Salieri: il programma della serata ha incluso anche un tributo a Franz Schubert, allievo prediletto di Salieri, con l’esecuzione delle prime due danze della raccolta D.90. Composte nel 1813, quando il musicista viennese aveva appena sedici anni, queste miniature orchestrali rivelano una grazia classica filtrata dalla malinconia lirica che sarà la cifra distintiva della sua arte matura.
Musica e formazione: il successo di MusicAlburni
Il concerto è stato il culmine della seconda edizione di MusicAlburni, festival musicale e accademia estiva che ha trasformato per dieci giorni il borgo medievale di Sicignano degli Alburni in un laboratorio artistico vivo e partecipato. Sotto la guida di docenti di riconosciuta levatura internazionale – tra cui il violoncellista Aurelio Bertucci, il violinista Giuseppe Carotenuto, il violista Luca Improta e lo stesso Costantino Catena – oltre cinquanta giovani musicisti, provenienti da varie regioni italiane, hanno preso parte a masterclass intensive, culminate in sei concerti diffusi negli angoli più suggestivi del paese.
Grande la soddisfazione del sindaco Giacomo Orco e della presidente della Pro Loco Carmen Orco, che hanno sottolineato l’importanza dell’evento non solo per il prestigio culturale, ma anche per la vitalità sociale che esso ha portato. “Con il concerto di domenica – ha dichiarato Francesco D’Arcangelo, presidente dell’Associazione Gestione Musica – si chiude un’edizione di MusicAlburni decisamente di successo, segnata da un’atmosfera costruttiva, da una forte partecipazione della comunità locale e da un’altissima qualità delle esecuzioni”.
Tra gli appuntamenti più significativi delle masterclass anche il progetto celebrativo dei trecento anni dalla pubblicazione del “Cimento dell’Armonia e dell’Invenzione” di Antonio Vivaldi, che ha visto protagonisti i giovani allievi in veste di solisti e orchestrali.
La musica come atto di comunità
La rassegna, che ha visto il sostegno convinto delle istituzioni culturali nazionali e regionali, si propone come modello di valorizzazione integrata del patrimonio artistico, formativo e paesaggistico del Mezzogiorno. Non a caso, il secondo concerto di chiusura è previsto per il 25 agosto nella cornice suggestiva del Castello Giusso del Galdo, roccaforte medievale voluta dai Principi di Salerno: in programma il Concerto per violino e orchestra di Tchaikovsky e la Settima Sinfonia di Beethoven, affidati all’Orchestra da Camera di Firenze diretta da Giuseppe Lanzetta, con Leone Pini al violino.
MusicAlburni dimostra che è possibile coniugare alta formazione musicale, promozione del territorio e creazione di legami profondi tra artisti, pubblico e comunità. Un festival che non si limita a offrire spettacolo, ma costruisce senso, memoria e futuro. Nel segno, autentico e necessario, della musica.
