PERUGIA — Rudy Guede, 38 anni, condannato in via definitiva per l’omicidio di Meredith Kercher, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti. La prima udienza del nuovo processo è fissata per il 4 novembre presso il Tribunale di Perugia.
La denuncia è partita nell’estate del 2023 dalla sua ex fidanzata, una giovane donna di 25 anni originaria di Viterbo. La relazione tra i due, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe durata circa un anno e mezzo. A seguito della querela, nel dicembre dello stesso anno Guede era stato sottoposto al divieto di avvicinamento nei confronti della presunta vittima, misura accompagnata dall’obbligo del braccialetto elettronico.
Guede ha accolto con apparente tranquillità la decisione del giudice per l’udienza preliminare: “Sono sereno, dimostrerò la mia innocenza”, ha dichiarato all’uscita dall’aula. La linea difensiva, come confermato dal suo legale, l’avvocato Carlo Mezzetti, punta a un processo ordinario per consentire il pieno dibattimento: “Abbiamo scelto di non ricorrere al rito abbreviato perché vogliamo che tutte le prove siano valutate pubblicamente. Riteniamo che almeno una delle imputazioni sia già priva di fondamento, ma rispettiamo la decisione del giudice e ci prepariamo a dimostrare la totale estraneità del mio assistito”.
Secondo il legale, Guede avrebbe deciso di non chiedere la revoca delle misure cautelari per tutelare sé stesso e la sua ex compagna, segno – sostiene la difesa – della volontà di affrontare il processo con trasparenza.
Nel frattempo, sul caso è intervenuta Amanda Knox, già imputata e poi assolta nel processo per il delitto di Meredith Kercher: “Spero che l’opinione pubblica presti attenzione e non permetta ancora una volta a questo assassino dimenticato di sottrarsi alle sue responsabilità”, ha dichiarato in un’intervista.
Guede, cittadino ivoriano cresciuto in Italia, aveva scontato 13 anni di carcere per l’omicidio della studentessa inglese avvenuto a Perugia il 1° novembre 2007. È tornato in libertà nel 2021. Oggi, a quasi vent’anni da quel delitto che sconvolse l’Italia e attirò l’attenzione internazionale, il suo nome torna al centro della cronaca giudiziaria.
