30 Ottobre 2026, venerdì
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Bankitalia: crescita moderata nel 2025, pesano guerra e protezionismo

Il Pil italiano atteso a +0,6% l’anno prossimo. Rallenta la ripresa nel secondo trimestre. L’economia resta vulnerabile alle tensioni geopolitiche e ai dazi.

La ripresa dell’economia italiana prosegue, ma con ritmi moderati e sotto il peso di una congiuntura internazionale incerta. Secondo quanto emerge dal Bollettino economico pubblicato da Bankitalia, il Prodotto interno lordo è aumentato dello 0,3% nel primo trimestre del 2025 rispetto ai tre mesi precedenti, sostenuto in particolare da consumi e investimenti, nonché – in misura più contenuta – dalla domanda proveniente dagli Stati Uniti.

L’analisi della Banca d’Italia segnala anche “segnali positivi per l’attività manifatturiera”, un comparto che mostra timidi segnali di vitalità ma che rimane “esposto all’instabilità del contesto internazionale”. In particolare, lo scenario economico resta condizionato da fattori esogeni difficilmente prevedibili, tra cui le tensioni geopolitiche in atto e le incertezze legate alle politiche commerciali globali.

Nel secondo trimestre, osservano gli economisti di Palazzo Koch, l’andamento del Pil avrebbe mostrato un rallentamento rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Le proiezioni aggiornate indicano una crescita dello 0,6% nel 2025 e di circa lo 0,8% in media nel biennio successivo. Tuttavia, Bankitalia avverte: “Il quadro resta soggetto a una significativa incertezza, riconducibile in particolare all’evoluzione delle tensioni geopolitiche e commerciali”.

Le prospettive per l’economia italiana appaiono quindi legate a doppio filo con le dinamiche internazionali: guerre, conflitti regionali, barriere tariffarie e politiche protezionistiche continuano a rappresentare i principali fattori di rischio, incidendo sulla fiducia degli operatori e sull’attività produttiva, in particolare quella rivolta all’export.

In un simile contesto, sottolinea l’Istituto centrale, sarà determinante la capacità di sostenere gli investimenti e rafforzare la domanda interna, anche attraverso l’attuazione efficace delle riforme e degli interventi previsti dal PNRR.

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