Un debutto da dimenticare. Un incubo sportivo. Un crollo che fa rumore. L’Italia apre il proprio cammino verso il Mondiale 2026 con una disfatta pesantissima in Norvegia, travolta 3-0 a Oslo in una serata che entra subito nella storia nera del calcio azzurro. In appena 45 minuti, la Nazionale di Spalletti viene smontata pezzo per pezzo dai padroni di casa: Sorloth, Nusa e Haaland firmano le reti che spalancano alla Norvegia la strada verso la qualificazione diretta, lasciando invece l’Italia già in pieno allarme, ultima nel Gruppo I a zero punti e con l’incubo playoff già concretissimo.
Dalle ambizioni alla resa in un tempo
Che sarebbe stata dura, lo si poteva immaginare. Ma non così. L’Ullevaal Stadion si conferma campo maledetto per gli Azzurri, che subiscono la prima sconfitta contro la Norvegia dopo 24 anni. Una serata piovosa, una squadra improvvisata per le troppe assenze (soprattutto in difesa), e una Norvegia carica, organizzata e piena di talento. Il mix è letale.
Spalletti sceglie un 3-5-2 d’emergenza, con il giovane Diego Coppola (classe 2003) a guidare la retroguardia al centro tra Di Lorenzo e Bastoni. Davanti, Raspadori e Retegui provano a dare profondità, ma senza mai incidere. L’Italia parte cercando di gestire il possesso, ma basta un errore per far crollare il castello: al 14’, Bastoni sbaglia un rinvio, Nusa recupera e serve Sorloth che insacca l’1-0.
Da lì, la luce si spegne. Al 34’, Nusa decide di mettersi in proprio: tunnel su Rovella, dribbling su Di Lorenzo e destro sotto la traversa per il 2-0. L’Italia è attonita, senza reazione. Il colpo del KO arriva otto minuti più tardi, al 42’: Odegaard trova un filtrante perfetto, Haaland buca la linea e batte Donnarumma in uscita. È 3-0. È un’umiliazione.
Secondo tempo di gestione norvegese, Italia mai pervenuta
Nella ripresa, ci si aspetterebbe la reazione d’orgoglio. Ma non arriva. Anzi, è ancora la Norvegia a sfiorare il quarto gol, con Berge che al 65’ centra il palo con un tiro a giro. I Leoni scandinavi dominano in ogni zona del campo: ritmo, fisicità, intensità e qualità. L’Italia arranca, si affida ai cambi, ma il divario resta abissale.
L’unico tiro in porta azzurro arriva al 92’, con una debole incornata di Lucca. Troppo poco, troppo tardi. E la fotografia perfetta di una squadra spaesata, impaurita, confusa. Una Nazionale che – a meno di una svolta netta – rischia di vedersi costretta di nuovo al passaggio nei temuti playoff per un posto al Mondiale. Un film già visto, e già doloroso.
Numeri impietosi, precedenti storici mai così cupi
Le statistiche Opta raccontano tutto: per la prima volta nella storia, l’Italia perde due partite consecutive nelle qualificazioni mondiali (contando anche l’ultima del precedente ciclo). Per la prima volta subisce tre gol in un primo tempo di qualificazione. E per la prima volta resta a secco di reti in tre gare di fila nelle qualificazioni iridate.
Nel frattempo, la Norvegia festeggia: tre vittorie su tre, 12 gol fatti e appena 2 subiti. Una squadra cresciuta, concreta, affamata, che con Nusa (4 gol e 2 assist nelle ultime tre) e un Haaland da 41 gol in 42 presenze internazionali, può davvero sognare. Il tutto orchestrato da un Odegaard sontuoso, già miglior assistman di queste qualificazioni (5 passaggi vincenti in 3 partite).
Il quadro del girone e il futuro degli Azzurri
Il Girone I vede ora la Norvegia in vetta solitaria a quota 9. Israele e Moldavia inseguono, l’Italia è ferma a 0 dopo un solo match giocato. Ma la sconfitta è di quelle che pesano come un macigno, anche sul piano mentale. Le prossime sette gare non concederanno errori. Spalletti dovrà ricostruire, e in fretta. Perché un altro Mondiale da spettatori sarebbe davvero insopportabile.
Norvegia-Italia 3-0 – Il tabellino
Marcatori: 14’ Sorloth, 34’ Nusa, 42’ Haaland
Arbitro: Sánchez J. (Spagna)
Ammoniti: Thorsby (N), Berg (N)
Norvegia (4-4-2): Nyland; Ryerson, Ajer, Heggem (26’ st Ostigard), Wolfe (30’ st Pedersen); Odegaard, Berge, Thorsby (1’ st Berg); Nusa (30’ st Bobb), Haaland, Sorloth (38’ st Strand Larsen).
Ct: Solbakken
Italia (3-5-2): Donnarumma; Di Lorenzo, Coppola, Bastoni; Zappacosta (27’ st Orsolini), Barella, Rovella (1’ st Frattesi), Tonali, Udogie (38’ st Dimarco); Raspadori (38’ st Ricci), Retegui (27’ st Lucca).
Ct: Spalletti
