6 Ottobre 2026, martedì
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Dl Infrastrutture, via libera dal Consiglio dei ministri: sprint su cantieri strategici e appalti

Il decreto voluto da Salvini mira ad accelerare le opere pubbliche, efficientare i trasporti e valorizzare il demanio. Ma le opposizioni sospettano un legame con il referendum di giugno.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Decreto Infrastrutture, un provvedimento definito “urgente e strategico” dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit). A comunicarlo è lo stesso dicastero in una nota ufficiale, che attribuisce al vicepremier e ministro Matteo Salvini la regia politica dell’intervento, concepito per imprimere una decisa accelerazione alla realizzazione di opere pubbliche fondamentali per il Paese.

L’obiettivo del decreto è triplice: snellire e potenziare la macchina dei contratti pubblici, rendere più efficiente il sistema nazionale dei trasporti e valorizzare il patrimonio demaniale. Il tutto, in coerenza con gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e con gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo.

Il provvedimento, che punta anche a semplificare norme e procedure per favorire l’apertura e la conclusione tempestiva dei cantieri, arriva in un momento particolarmente sensibile sul piano politico. Non a caso, le opposizioni sollevano dubbi sull’urgenza con cui è stato varato il decreto, suggerendo una possibile connessione con il referendum di giugno. Tra i quesiti sottoposti al voto popolare, infatti, figura anche quello riguardante i subappalti: un nodo delicato, da tempo al centro del dibattito per i suoi riflessi sulla trasparenza degli appalti e sull’uso corretto delle risorse pubbliche.

Secondo i detrattori, la rapidità dell’iter potrebbe essere strumentale a influenzare l’opinione pubblica in vista della consultazione referendaria. Il Mit, dal canto suo, ribadisce invece che si tratta di un’iniziativa tecnica e politica indispensabile per sbloccare investimenti, accelerare l’ammodernamento infrastrutturale e dare nuova linfa all’economia nazionale.

Il testo definitivo del decreto sarà ora trasmesso alle Camere per la conversione in legge entro i canonici 60 giorni. Intanto, si annuncia già come uno dei terreni di scontro tra maggioranza e opposizione, nel vivo di un confronto sempre più acceso tra riforme, cantieri e urne.

Dalle opposizioni si leva già il dubbio di questa fretta legata al referendum di giugno, che vede tra i quesiti, i subappalti. Tema dolente per far volatilizzare i soldi pubblici.

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