3 Luglio 2026, venerdì
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Delitto di Garlasco, la nuova svolta: Dna di Sempio su due unghie di Chiara Poggi

Le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi prendono una nuova direzione. I consulenti del pm rivelano tracce genetiche compatibili con Andrea Sempio, riaperta l’inchiesta su uno degli amici più stretti del fratello della vittima.

Una nuova, clamorosa svolta emerge nel caso del delitto di Garlasco, che ha scosso l’Italia nel 2007. I consulenti della Procura di Pavia hanno infatti rivelato che sui frammenti di due unghie appartenenti a Chiara Poggi, la giovane 26enne brutalmente uccisa, è stato rinvenuto un Dna maschile “perfettamente sovrapponibile” a quello di Andrea Sempio, l’uomo nuovamente indagato per l’omicidio. L’analisi genetica, compiuta dai due esperti incaricati dalla Procura, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, si inserisce nelle nuove indagini sul caso, riaperte grazie a un impulso proveniente dalla difesa di Alberto Stasi, il principale accusato in passato e successivamente assolto.

Nel documento, datato 5 febbraio 2024, i consulenti hanno confermato che la traccia genetica ritrovata sulle unghie della vittima corrisponde con un aplotipo Y di Sempio, che era stato anche oggetto di indagini precedenti. La Procura di Pavia, ottenendo la riapertura dell’inchiesta dopo che il caso era stato archiviato nel 2017, ha sottolineato che uno degli aplotipi repertati era “compatibile” con le tracce rilevate sui margini ungueali della giovane Chiara. In particolare, il Dna trovato sulla mano destra e sul primo dito della mano sinistra della vittima appare compatibile con quello di Andrea Sempio.

Tuttavia, un altro aspetto cruciale emerge dall’analisi: il Dna presente sui frammenti dell’unghia del quarto dito della mano sinistra di Chiara non risulta riferibile né a Sempio né a Alberto Stasi, un elemento che sembra escludere la loro connessione con quella traccia in particolare.

La scoperta, che sembra aprire nuove possibilità investigative, si basa su un’analisi approfondita degli aplotipi Y, che rivestono un ruolo fondamentale nelle indagini forensi. Gli aplotipi Y sono in sostanza una sorta di “impronta genetica” che viene utilizzata per tracciare la linea paterna di una persona, in quanto il cromosoma Y si trasmette invariato di padre in figlio maschio. Nel contesto di un’indagine, analizzare gli aplotipi Y aiuta a restringere il cerchio dei sospetti, poiché se il Dna trovato su una scena del crimine corrisponde all’aplotipo Y di un sospetto, si può ipotizzare che l’individuo o un suo parente maschio possa essere coinvolto, anche se non offre una certezza assoluta.

Nel caso del delitto di Garlasco, questa analisi genetica rappresenta un elemento chiave per fare chiarezza sulle dinamiche dell’omicidio. Se l’aplotipo Y trovato sulle unghie di Chiara corrisponde effettivamente a quello di Andrea Sempio, le indagini potrebbero subire una svolta decisiva. Sempio, che fino ad ora era stato archiviato come sospettato, potrebbe tornare al centro delle indagini, aprendo nuove ipotesi sulla sua possibile responsabilità nel crimine.

Il caso, che ha già visto il coinvolgimento di Alberto Stasi, inizialmente accusato dell’omicidio e poi assolto, resta uno dei più complessi e discussi nella storia della giustizia italiana. Le nuove indagini, tuttavia, dimostrano che la verità potrebbe essere più intricata di quanto si pensasse, con nuovi protagonisti e nuovi risvolti che potrebbero ridefinire l’intero corso della vicenda.

Mentre le autorità continuano a indagare, l’attesa per una soluzione definitiva cresce, e il delitto di Garlasco torna a essere al centro dell’attenzione pubblica, con un nuovo capitolo che si apre nel tentativo di fare giustizia per Chiara Poggi.

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