Le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Ucraina si sono acutizzate dopo che il presidente Donald Trump ha risposto duramente alle proteste di Kiev riguardo alla sua esclusione dai recenti colloqui di pace con la Russia, svoltisi in Arabia Saudita. Trump ha respinto le lamentele del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accusando Kiev di essere la vera responsabile dell’inizio del conflitto con Mosca. Inoltre, ha dichiarato che i negoziati con la Russia, avviati durante il vertice di Riad, sono andati “molto bene” e ha suggerito che potrebbe incontrare il presidente russo Vladimir Putin entro la fine del mese.
Le dichiarazioni di Trump sono arrivate in risposta alle critiche di Zelensky, che aveva espresso il suo disappunto per l’esclusione dell’Ucraina dai negoziati diretti con Mosca, organizzati su iniziativa americana in Arabia Saudita. Il presidente ucraino ha chiesto che anche l’Unione Europea, la Gran Bretagna e la Turchia siano coinvolte in colloqui “equilibrati” sul futuro del conflitto, lamentando la mancanza di una rappresentanza formale per Kiev nelle discussioni internazionali.
Trump, tuttavia, ha reagito con fermezza alle critiche di Zelensky, definendosi “molto deluso” dalle sue dichiarazioni. Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito la sua convinzione che solo lui possa trovare una soluzione al conflitto e ha anticipato di essere favorevole all’invio di truppe di pace europee in Ucraina, ma solo a condizione che venga raggiunto un accordo di cessate il fuoco tra le parti in conflitto.
Nel frattempo, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto sapere che mercoledì terrà un nuovo vertice sull’Ucraina, con la partecipazione di vari Paesi, sia europei che extra-europei, per cercare di rilanciare i negoziati e trovare una via d’uscita alla guerra.
Le divergenze tra i leader mondiali sull’approccio alla crisi ucraina non sembrano destinarsi a diminuire, alimentando ulteriormente l’incertezza sul futuro della regione e sulla possibilità di una risoluzione pacifica del conflitto.
