3 Ottobre 2026, sabato
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La rivoluzione dei Brueghel sbarca a Palazzo Reale: a Milano la mostra sulla dinastia che inventò la pittura moderna

Oltre 80 opere ripercorrono la nascita dei generi europei, dai paesaggi alle scene contadine. L'esposizione sarà aperta fino al 31 gennaio 2027

Apre a Palazzo Reale la prima grande mostra interamente dedicata alla dinastia dei Brueghel, una delle famiglie artistiche più rivoluzionarie e influenti del Rinascimento europeo. L’esposizione, intitolata “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”, resterà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2027. Attraverso un percorso storico che vanta oltre 80 opere tra dipinti, disegni e stampe, la mostra celebra il genio creativo di questi maestri fiamminghi che, tra i Paesi Bassi e l’Italia, diedero vita ai moderni generi pittorici: dai paesaggi innevati alle nature morte, dalle scene di vita contadina fino alle battaglie.

Il progetto, promosso dal Comune di Milano – Cultura e prodotto da Palazzo Reale con 24 ORE Cultura, è firmato da Bernard Aikema e curato da Carlotta Striolo. La mostra rappresenta il terzo capitolo di un ciclo che indaga il Rinascimento europeo come un fenomeno polifonico e internazionale, non solo italiano. “Dopo i successi su Bosch e Dürer — spiega l’assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi — Palazzo Reale presenta una dinastia che ha segnato la storia dell’arte attraverso una rete di centri creativi tra Italia, Fiandre, Germania e Paesi Bassi”. Un’occasione unica per scoprire come la famiglia fiamminga abbia rivoluzionato i canoni estetici del continente.

Il percorso espositivo parte da Pieter Bruegel il Vecchio, capostipite della dinastia. Rispetto all’eredità visionaria di Hieronymus Bosch, il Vecchio scelse di abbandonare gli incubi medievali per concentrarsi sulla terra: il fango, la neve e la quotidianità delle feste di paese. Con lui il popolo, contadini e bambini, diventa per la prima volta protagonista assoluto dell’arte.

La fortuna commerciale del “brand Brueghel” si deve tuttavia al primogenito, Pieter Brueghel il Giovane. Con la sua fruttuosa bottega e l’aiuto di eccelsi copisti, il figlio seppe riprodurre e diffondere sul mercato europeo innumerevoli varianti dei modelli paterni, dai paesaggi innevati alle scene rurali.

Un ruolo di primissimo piano spetta infine al secondogenito, Jan Brueghel il Vecchio. Artista cosmopolita, Jan viaggiò a lungo in Italia ed entrò nelle grazie del cardinale Federico Borromeo, che lo invitò a Milano nel 1595. Il legame con l’arcivescovo milanese diede vita a capolavori assoluti come il celebre “Fiori in un vaso”, oggi tra i prestiti più importanti in mostra grazie alla Pinacoteca Ambrosiana, confermando Milano come centro nevralgico della diffusione della pittura fiamminga in Europa.

Nelle sale di Palazzo Reale il percorso si arricchisce inoltre di un fitto dialogo con altri grandi maestri dell’epoca. Il “fenomeno Brueghel” viene infatti messo a confronto con le opere di artisti come Lucas van Valckenborch, Roelandt Savery, Pieter Stevens e Paul Bril, le cui produzioni di paesaggi e nature morte sarebbero state impensabili senza i modelli della dinastia fiamminga. A questi si affiancano i maestri italiani della bottega dei Bassano, a testimonianza di una contaminazione culturale senza confini.

La mostra restituisce così il quadro di un’epoca di profondo fermento economico, sociale e culturale, capace di gettare le basi per la pittura moderna. A confermarlo in chiusura di percorso sono i capolavori di artisti del calibro di Jan van Goyen (con il suo Paesaggio con due querce), Jan Steen (La festa del villaggio) e Adriaen van Ostade, affiancati dalle tele di Adriaen Brouwer e Hendrick Avercamp. Un’occasione imperdibile per scoprire come il “brand Brueghel” abbia per sempre ridefinito lo sguardo dell’Europa del Seicento.

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