Dopo la sfida sul prezzo dei carburanti, il confronto tra i grandi gruppi energetici si sposta sulle bollette di luce e gas. Eni ed Enel hanno annunciato nuove offerte a prezzo fisso con l’obiettivo dichiarato di alleggerire la spesa delle famiglie, mentre A2A rilancia con proposte di lungo periodo già disponibili sul mercato. Una partita che arriva in un momento tutt’altro che semplice per i consumatori: per i circa tre milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela, Arera ha appena annunciato un aumento del 37,3% della bolletta elettrica nel quarto trimestre del 2026.
Il quadro, dunque, è quello di un mercato attraversato da due dinamiche opposte. Da una parte le aziende cercano di intercettare la domanda di stabilità offrendo prezzi bloccati e sconti sulla componente energia. Dall’altra, il costo dell’elettricità per una parte consistente dei consumatori torna a salire, spinto dalle quotazioni all’ingrosso e dalle tensioni geopolitiche.
Eni, sconto del 30% e prezzo bloccato per due anni
A muoversi per prima è stata Eni, che ha presentato attraverso Plenitude una nuova offerta valida dal primo ottobre. La proposta potrà essere sottoscritta fino al 24 ottobre e prevede uno sconto del 30% sui corrispettivi di luce e gas rispetto alla principale offerta a prezzo fisso della società.
La formula prevede il blocco del prezzo per due anni. Secondo le stime diffuse dall’azienda, il risparmio sarebbe nell’ordine dei 100 euro l’anno per la fornitura di gas e di altri 100 euro per quella elettrica, per un beneficio complessivo di circa 200 euro all’anno per una famiglia che sottoscriva entrambe le forniture.
Il meccanismo è pensato per offrire maggiore protezione dalle oscillazioni del mercato. Eni si impegna infatti a mantenere invariato il prezzo della materia prima, assumendosi il peso degli eventuali aumenti dei costi di approvvigionamento.
L’offerta non è riservata ai nuovi clienti. Anche chi è già cliente Plenitude potrà aderire attraverso un cambio di offerta effettuabile tramite i canali della società.
Enel: “La nostra tariffa è già al 50% del prezzo all’ingrosso”
Sul terreno della convenienza si inserisce anche Enel, che ricorda come sia già attiva dall’aprile 2026 la sua offerta a prezzo fisso “Digital luce”, anch’essa con durata biennale.
Il prezzo indicato dall’azienda è di 108 euro per MWh per la componente energia, un livello che Enel definisce inferiore di circa il 50% rispetto al prezzo di mercato all’ingrosso. La società sostiene inoltre che, anche alla luce delle nuove proposte annunciate dai concorrenti, la tariffa rappresenti la più bassa offerta sul mercato nazionale tra gli operatori primari.
Per una famiglia con un consumo medio di 2 MWh all’anno, secondo i calcoli di Enel, il risparmio rispetto al prezzo all’ingrosso sarebbe di circa 200 euro l’anno.
Il confronto tra le offerte, tuttavia, richiede attenzione. Il prezzo della materia prima non coincide con il costo complessivo della bolletta, che comprende anche altre componenti, tra oneri, imposte, trasporto e gestione del contatore. Il risparmio effettivo dipende quindi dai consumi e dalle condizioni contrattuali applicate a ciascun cliente.
Meloni: “Spero che gli attori scelgano di dare una mano”
La nuova offensiva commerciale arriva mentre il governo sollecita le imprese a contribuire alla riduzione dei costi sostenuti da famiglie e aziende.
Da Praga, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto positivamente l’iniziativa, collegandola alla precedente mobilitazione sul prezzo dei carburanti e allargando il ragionamento anche all’energia.
“È un appello per dare una mano alle famiglie e alle imprese”, ha spiegato la premier, sottolineando la risposta arrivata prima da Eni e poi da Ip e Q8 sul fronte dei carburanti. Secondo Meloni, il tema ora si estende alle bollette e l’auspicio è che gli operatori possano fare la propria parte, compatibilmente con le condizioni del mercato.
A2A punta sul lungo periodo
Nel confronto entra anche A2A, che rivendica una strategia avviata già nel 2023, dopo la crisi energetica dell’anno precedente. La società ha messo a disposizione dei clienti domestici offerte costruite sulla propria produzione da fonti rinnovabili, con la possibilità di fissare il prezzo dell’energia per dieci anni.
Le offerte “Noi2” di A2A Energia e “10” di NeN, spiega il gruppo, prevedono prezzi fissi decennali inferiori di circa il 50% rispetto agli attuali livelli del prezzo medio all’ingrosso.
Secondo i dati forniti dall’azienda, sono già circa 135 mila le famiglie che hanno scelto queste formule, ottenendo risparmi rispetto alle condizioni di mercato. Dal marzo 2026 una soluzione analoga è stata proposta anche alle piccole e medie imprese.
Il modello è diverso rispetto a quello delle nuove offerte biennali di Eni ed Enel: non punta soltanto a proteggere il consumatore dalle oscillazioni nel breve periodo, ma a garantire una maggiore prevedibilità della spesa per un arco temporale molto più lungo.
Per i vulnerabili la bolletta sale del 37,3%
A rendere ancora più evidente la tensione sul mercato è intanto il dato comunicato da Arera. Nel quarto trimestre del 2026 la bolletta elettrica dei circa tre milioni di clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela aumenterà del 37,3% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’autorità attribuisce l’incremento soprattutto alla crescita dei costi di acquisto dell’energia elettrica. A pesare sono le aspettative di un aumento del prezzo unico nazionale dell’elettricità, il PUN, nel prossimo trimestre, oltre ai livelli più elevati registrati nel terzo trimestre rispetto alle stime formulate a giugno.
Sul mercato energetico torna così a pesare anche l’instabilità geopolitica internazionale, che ha contribuito a modificare le prospettive sui prezzi all’ingrosso.
La distanza tra le offerte commerciali e l’andamento della tariffa regolata racconta quindi una fase particolare per il mercato dell’energia. Le aziende cercano di conquistare i consumatori puntando sulla certezza del prezzo e su risparmi dichiarati nell’ordine di centinaia di euro l’anno. Per una parte dei clienti, però, il costo dell’elettricità è destinato nel frattempo a crescere sensibilmente.
Il vero banco di prova sarà dunque la bolletta finale: non soltanto quanto viene promesso in fase di sottoscrizione, ma quanto una famiglia riuscirà effettivamente a risparmiare nell’arco dell’anno, alla luce dei propri consumi e di tutte le voci che compongono la spesa energetica.
