2 Ottobre 2026, venerdì
HomeMondoPolitica nel MondoSvezia, Andersson si arrende: «Non posso formare un governo»

Svezia, Andersson si arrende: «Non posso formare un governo»

La leader socialdemocratica rinuncia dopo le trattative con gli alleati. Il nuovo incarico passerà ora a un altro leader di partito, con il conservatore Ulf Kristersson tra i possibili candidati. La maggioranza uscita dalle urne resta appesa a soli tre seggi

La vittoria elettorale non è bastata a Magdalena Andersson per tornare alla guida della Svezia. La leader dei socialdemocratici ha riconosciuto di non essere riuscita a costruire una maggioranza parlamentare in grado di sostenere un nuovo governo e ha quindi rinunciato, almeno per ora, all’incarico di formare l’esecutivo.

«Alla luce delle discussioni che ho avuto, posso concludere che, allo stato attuale delle cose, non mi è possibile formare un governo», ha dichiarato Andersson durante una conferenza stampa, mettendo così fine al tentativo di trasformare il risultato delle urne in una maggioranza politica stabile.

Il passaggio successivo spetta ora al presidente del Parlamento, che dovrà affidare a un altro leader di partito il compito di verificare la possibilità di mettere insieme una coalizione. Tra le ipotesi c’è anche quella di un nuovo tentativo da parte del premier conservatore uscente, Ulf Kristersson. Anche in questo caso, però, non esiste alcuna certezza sulla possibilità di raggiungere un accordo capace di ottenere il sostegno necessario in Parlamento.

Il nodo della politica svedese è tutto nei numeri. Alle elezioni del 13 settembre, i quattro partiti di sinistra guidati dai socialdemocratici di Andersson hanno conquistato una maggioranza risicatissima, appena tre seggi in più rispetto agli avversari. Un margine troppo esiguo per trasformare automaticamente la vittoria elettorale in una maggioranza di governo.

È proprio questa distanza minima tra i due schieramenti ad aver reso decisive le trattative successive al voto. Il risultato delle urne ha consegnato ai socialdemocratici una posizione di forza, ma non gli strumenti parlamentari sufficienti per governare senza un accordo con altre forze politiche.

La rinuncia di Andersson apre così una nuova fase di incertezza istituzionale. Il Parlamento dovrà cercare una soluzione attraverso una sequenza di incarichi e negoziati, mentre ciascun partito sarà chiamato a valutare se sostenere un esecutivo, parteciparvi oppure mantenere una posizione di opposizione.

Per la Svezia, il dato politico più evidente è dunque il contrasto tra la vittoria nelle urne e la difficoltà di tradurla in una maggioranza di governo. Il voto ha indicato un vincitore, ma non ha consegnato al Paese una strada immediata per formare l’esecutivo.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti