2 Ottobre 2026, venerdì
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Svizzera, la neutralità resta com’è: il referendum affonda con il 70,1% di no

Popolo e cantoni respingono l’iniziativa sostenuta da Pro Suisse e dall’Udc per inserire nella Costituzione una concezione più rigida della neutralità. Contrari tutti i cantoni. Il Consiglio federale e quasi tutti i principali partiti avevano invitato a bocciare il testo.

La Svizzera sceglie di non riscrivere uno dei principi che più profondamente ne hanno segnato la storia politica e diplomatica. Con il 70,1% dei voti contrari, il popolo svizzero ha respinto l’iniziativa «Salvaguardare la neutralità», promossa da Pro Suisse e sostenuta da esponenti del Partito Popolare Svizzero (Udc). Il risultato è ancora più netto sul piano istituzionale: tutti i cantoni hanno votato contro.

L’esito chiude così, almeno per ora, il tentativo di trasformare la tradizionale neutralità elvetica in un principio costituzionale più vincolante e dettagliato. I promotori puntavano infatti a fissare nella Carta fondamentale una definizione rigorosa della neutralità, limitando gli spazi di manovra della Confederazione in materia di politica estera e di sicurezza.

La consultazione si è trasformata in una scelta più ampia sul modo in cui la Svizzera debba interpretare la propria posizione nel mondo. Da una parte, i sostenitori dell’iniziativa rivendicavano una neutralità considerata più coerente, vincolante e impermeabile alle pressioni geopolitiche. Dall’altra, il fronte contrario sosteneva che una definizione costituzionale troppo rigida avrebbe potuto ridurre la capacità del Paese di reagire a crisi internazionali e di adattare la propria politica estera a uno scenario in rapido cambiamento.

A schierarsi contro il testo è stato anche il Consiglio federale, insieme alla quasi totalità dei principali partiti. L’Udc ha invece sostenuto l’iniziativa, mentre attorno al progetto si sono raccolte sensibilità differenti, comprese alcune componenti della sinistra.

Il voto consegna dunque un messaggio netto: la maggioranza degli svizzeri non ha ritenuto necessario irrigidire nella Costituzione il principio della neutralità. Non significa, però, che il tema sia destinato a scomparire dal dibattito politico. Al contrario, la discussione sulla natura della neutralità elvetica resta strettamente legata alle trasformazioni della sicurezza europea, alle relazioni con le potenze internazionali e al rapporto tra la tradizionale equidistanza della Confederazione e le nuove responsabilità che il contesto internazionale impone.

Il referendum lascia quindi intatto l’attuale quadro costituzionale, ma conferma anche quanto la neutralità continui a essere un terreno centrale del confronto politico svizzero. Il 70,1% dei no rappresenta una bocciatura inequivocabile dell’iniziativa. La questione di fondo, però, resta aperta: come preservare la neutralità senza trasformarla in un vincolo che limiti la capacità della Svizzera di muoversi in un’Europa sempre più segnata dalle crisi geopolitiche?

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