22 Settembre 2026, martedì
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Schlein attacca Meloni: «Ponga fine ai suoi fallimenti e dica quando si vota»

La segretaria del Pd accusa il governo sui conti di sanità e università e punta il dito contro inflazione, produzione industriale, energia e salari: «I numeri smentiscono la propaganda»

«La presidente Meloni continua ad avere problemi con la sua calcolatrice». Elly Schlein sceglie l’ironia per rilanciare l’attacco al governo e concentra la sua critica sulla spesa pubblica, a partire da sanità e università. Secondo la segretaria del Pd, l’aumento delle risorse in termini nominali non sarebbe sufficiente a compensare l’inflazione e si tradurrebbe quindi, nella sostanza, in una riduzione della spesa destinata ai servizi.

«Come sulla sanità, anche sull’università durante il suo governo la spesa sul Pil è calata», sostiene Schlein. E aggiunge: «Se aumenta solo in termini assoluti ma meno dell’inflazione, questo significa tagli ai servizi».

Da qui la leader dem allarga il campo della contestazione alla politica economica dell’esecutivo. Nel mirino finiscono le condizioni della sanità pubblica, la produzione industriale, il costo della vita e quello dell’energia, insieme al livello degli stipendi.

«Dopo quattro anni di Meloni la sanità pubblica è allo stremo», afferma Schlein, accusando il governo di aver ridotto le risorse per favorire il settore privato. Sul fronte economico, la segretaria del Pd richiama quindi la contrazione della produzione industriale, l’aumento dei prezzi e il costo dei carburanti e degli alimentari.

«La produzione industriale è calata per tre anni quasi consecutivi, mentre sale l’inflazione, i carburanti sono alle stelle e i generi alimentari costano il 30 per cento in più», afferma. Nel suo elenco inserisce anche il prezzo dell’energia all’ingrosso, definito «il più caro d’Europa», e il livello delle retribuzioni italiane, che secondo Schlein resta tra i più bassi dell’Unione europea.

La leader del Pd rivendica quindi una lettura della situazione fondata sui dati, contrapponendola alla narrazione del governo: «E questo, presidente Meloni, non lo dice il Pd, lo dicono i numeri».

Ma l’affondo finale è soprattutto politico. Schlein sostiene che il problema non sia soltanto contestare le cifre o mettere in discussione la comunicazione dell’esecutivo. «Potrei proseguire a lungo», dice, «ma il punto non è solamente acclarare quant’è falsa la vostra propaganda, anche perché lo sanno già tutti quelli che vivono e lavorano nel nostro Paese».

La richiesta, nelle parole della segretaria dem, diventa così una sola: indicare la data del voto. «Il punto è che deve dirci lei quando andremo a votare, perché prima poniamo fine ai suoi fallimenti e meglio è».

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