Il governo prova a intervenire su due fronti che incidono direttamente sui bilanci delle famiglie: il costo dei carburanti e quello legato alla proprietà dei veicoli. Nel decreto legge atteso in Consiglio dei ministri entrano infatti un nuovo taglio temporaneo delle accise su benzina e gasolio e l’esenzione dal bollo per una larga parte delle auto e dei motocicli a partire dal 2027.
Sul fronte dei carburanti, la misura prevede una riduzione dell’accisa sul gasolio, accompagnata dall’effetto sull’Iva, per un periodo complessivo di poco più di due settimane. Dal 18 al 25 settembre 2026 l’accisa viene fissata a 572,90 euro per mille litri, contro il livello ordinario di 672,90 euro. Il taglio, secondo quanto riportato nella bozza, si traduce in una riduzione complessiva di 12,2 centesimi al litro.
Dal 26 settembre al 5 ottobre, invece, l’accisa sale a 622,90 euro per mille litri. Il beneficio si riduce quindi a 6,1 centesimi al litro, esattamente la metà rispetto alla prima fase.
Si tratta di un intervento temporaneo, legato alla necessità di attenuare gli effetti dell’aumento dei prezzi dei carburanti. La durata limitata della misura rappresenta però anche uno degli elementi destinati ad alimentare il confronto politico sulla strategia energetica del governo.
Il nodo del caro energia
A criticare l’impostazione dell’esecutivo è Annalisa Corrado, responsabile Ambiente ed europarlamentare del Partito democratico. Secondo Corrado, l’aumento del costo dell’energia e quello dei carburanti sono manifestazioni di una medesima vulnerabilità del sistema italiano, legata anche alla dipendenza dalle fonti fossili.
La parlamentare dem richiama i dati Istat relativi ad agosto e sostiene che sul mercato tutelato il prezzo del gas sia aumentato del 31% rispetto a un anno prima, mentre quello dell’elettricità sarebbe cresciuto del 9,7%. Nel suo intervento inserisce anche il tema del gasolio, indicato a 2,246 euro al litro.
Per Corrado, il problema non può essere affrontato soltanto attraverso interventi emergenziali. La richiesta è quella di affiancare alle misure temporanee una strategia strutturale basata su rinnovabili, reti ed efficienza energetica, oltre a un rafforzamento del trasporto pubblico locale.
Il punto sollevato dal Pd riguarda quindi la durata delle soluzioni: da una parte gli interventi immediati per contenere il prezzo alla pompa, dall’altra le politiche necessarie per ridurre nel tempo l’esposizione dell’economia italiana alle oscillazioni del mercato energetico.
Nel decreto anche lo stop al bollo auto
L’altra misura di rilievo contenuta nella bozza riguarda il bollo auto. Per il 2027 è prevista l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per le persone fisiche proprietarie di determinate categorie di veicoli.
La soglia individuata è quella degli 80 kW. L’agevolazione riguarda le autovetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, con potenza non superiore a tale limite. L’esenzione interessa inoltre motocicli e ciclomotori, secondo condizioni specifiche indicate dal testo.
La platea complessiva stimata è di circa 14,5 milioni di veicoli, pari a oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione, oltre alla totalità dei motocicli secondo quanto riferito da Palazzo Chigi. Il costo dell’operazione è stimato in 2,36 miliardi di euro.
La regola fondamentale è che l’agevolazione spetta per un solo veicolo per ciascun cittadino.
Come funziona l’esenzione nel 2027
Per le auto, se una persona possiede più veicoli che rientrano nei requisiti, l’esenzione viene applicata a una sola vettura. In presenza di più auto agevolabili, viene individuata quella con la potenza più bassa. A parità di potenza, viene presa in considerazione quella per cui il bollo ordinario sarebbe stato meno elevato.
La norma si applica ai versamenti la cui scadenza ordinaria cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
Per motocicli e ciclomotori la disciplina è distinta. L’esenzione per i motocicli spetta alle persone fisiche che non risultino proprietarie di un’autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW. Anche in questo caso, se i mezzi agevolabili sono più di uno, l’esenzione riguarda un solo motociclo, individuato sulla base della potenza e, in caso di parità, dell’importo della tassa.
Per i ciclomotori, invece, in presenza di più mezzi che soddisfano i requisiti, viene individuato quello con la data di prima immatricolazione più remota.
Il conto per le Regioni
Il bollo auto è una tassa il cui gettito interessa le Regioni e le Province autonome. Per questo la bozza prevede un trasferimento statale complessivo di 2,29 miliardi di euro per il 2027, destinato a compensare la riduzione delle entrate.
La ripartizione delle risorse tra le singole Regioni e Province autonome dovrebbe essere definita entro il 31 marzo 2027.
Nella versione della bozza esaminata, invece, la parte relativa alle disposizioni finanziarie risulta ancora da completare. È dunque un passaggio che potrà essere precisato nel corso dell’iter del provvedimento.
Meloni: «Cancellata una delle tasse più odiate»
La misura sul bollo è stata presentata dal governo come un intervento di alleggerimento fiscale rivolto soprattutto alle famiglie che utilizzano quotidianamente l’auto o la moto.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il bollo «una delle tasse più odiate» dagli italiani, rivendicando così il significato politico dell’intervento oltre al suo effetto economico.
Anche Antonio Tajani ha salutato l’abolizione come una misura coerente con la linea storica di Forza Italia sul tema della riduzione della pressione fiscale. Il vicepremier e segretario del partito ha parlato di una tassa «ingiusta e insopportabile» e ha indicato l’esenzione come un primo passo di un percorso più ampio.
Matteo Salvini ha invece sottolineato il carattere di impegno mantenuto dalla maggioranza. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha indicato in circa 13 milioni gli automobilisti e 7 milioni i motociclisti interessati dalla misura, riferendosi all’esenzione per il 2027 relativa ai veicoli entro la soglia degli 80 kW e alle condizioni previste dalla norma.
La partita non è soltanto fiscale
Il doppio intervento mette così insieme due voci diverse ma strettamente legate alla mobilità quotidiana. Da una parte c’è il tentativo di ridurre nell’immediato il costo del carburante, con un beneficio destinato però a esaurirsi il 5 ottobre. Dall’altra c’è un alleggerimento fiscale strutturato per l’intero 2027, ma circoscritto alle categorie di veicoli e alle condizioni indicate dal decreto.
Resta inoltre aperto il tema della sostenibilità finanziaria e dei rapporti con le autonomie territoriali, considerato che l’abolizione del bollo riduce un’entrata regionale che lo Stato si impegna a compensare.
È proprio sulla distanza tra intervento emergenziale e strategia di lungo periodo che si concentra la critica dell’opposizione. Per il Pd, ridurre temporaneamente le accise può attenuare l’impatto del caro carburanti, ma non risolve le cause strutturali dell’esposizione italiana alla volatilità dei prezzi energetici.
La bozza porta quindi sul tavolo due tempi diversi della politica economica: uno immediato, fatto di accise ridotte e prezzi alla pompa da contenere, e uno più lungo, affidato all’esenzione del bollo nel 2027. Sarà l’iter del decreto a definire il testo definitivo, le coperture e l’assetto delle misure.
