Una rete clandestina costruita attorno alla violenza sugli animali, con combattimenti tra pitbull organizzati, filmati e poi condivisi sui social network. È quanto emerso dall’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela che ha portato, il 10 settembre, all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo nei confronti di sei persone, tutte di Gela.
L’operazione ha coinvolto il Raggruppamento Carabinieri CITES, Reparto Operativo SOARDA, i militari del Centro Anticrimine Natura di Palermo, Nucleo CITES, i Distaccamenti CITES di Punta Raisi e Trapani, il NIPAAF di Palermo e il Centro Anticrimine Natura di Agrigento, insieme agli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Gela. Sul campo anche il personale veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo.
L’inchiesta, iscritta al procedimento penale 2144/2024 RGNR della Procura di Gela, è partita da informazioni confidenziali raccolte dal Raggruppamento Carabinieri CITES e ha trovato un primo riscontro durante un controllo effettuato dal Commissariato di Gela, con il supporto di personale medico veterinario, nell’abitazione di uno degli indagati.
In quella circostanza gli investigatori si sono trovati davanti a un pitbull che presentava evidenti lesioni sul muso e sul corpo. Ferite compatibili, secondo gli accertamenti, con quelle provocate da combattimenti con altri cani. Da quel ritrovamento è iniziato un lavoro investigativo che ha progressivamente portato alla luce un sistema ben più ampio.
Le verifiche, coordinate dalla Procura e delegate ai reparti dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, avrebbero consentito di ricostruire una vera e propria attività clandestina che non si sarebbe limitata al territorio gelese. Agli incontri avrebbero preso parte soggetti residenti anche in altri comuni siciliani e in altre regioni italiane.
A fornire agli investigatori una parte significativa del quadro probatorio sono stati i contenuti rintracciati online. Video, conversazioni in chat e profili social hanno documentato la realizzazione di numerosi combattimenti clandestini. Immagini che, oltre a mostrare gli incontri tra gli animali, restituiscono la drammaticità delle conseguenze.
In alcuni filmati compaiono cani gravemente feriti, ormai incapaci di muoversi a causa delle lesioni riportate. In un altro video, secondo quanto emerso dall’indagine, si assiste addirittura alla morte di un animale mentre le immagini vengono registrate.
Il sequestro ha permesso di sottrarre alla disponibilità degli indagati 13 pitbull. Tra gli animali c’erano quattro cuccioli e una femmina gravida. Un patrimonio di sofferenza che, secondo gli investigatori, sarebbe stato inserito in un sistema nel quale gli animali venivano anche sottoposti ad allenamenti specifici per aumentarne la prestanza fisica e la capacità di combattimento.
Nelle abitazioni e nei luoghi interessati dal provvedimento sono state infatti trovate diverse attrezzature: tapis roulant, catene, guinzagli dotati di moschettoni e pesi utilizzati per potenziare la muscolatura e la forza delle mascelle dei cani. Sono stati inoltre sequestrati farmaci, integratori e sostanze anabolizzanti.
Un apparato che, insieme alla documentazione digitale acquisita durante le indagini, avrebbe delineato agli occhi degli inquirenti l’organizzazione e le modalità con cui venivano preparati e realizzati gli incontri.
L’operazione ha impegnato complessivamente 32 unità tra Carabinieri e Polizia di Stato, con il supporto del personale veterinario dell’ASP di Palermo. Fondamentale anche la collaborazione dell’amministrazione comunale di Gela, che ha messo a disposizione strutture ricettive convenzionate per animali nelle quali sono stati trasferiti e messi in sicurezza i 13 pitbull sequestrati.
L’intervento ha così interrotto un circuito che, secondo l’ipotesi investigativa, trasformava la violenza tra animali in spettacolo clandestino da condividere attraverso i social. Ora saranno gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta a stabilire responsabilità e ruoli dei sei indagati e a ricostruire fino in fondo la rete di persone coinvolte.
