22 Settembre 2026, martedì
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Ucraina, Trump frena Zelensky: «Non colpite raffinerie e impianti russi»

Il presidente americano interviene sul conflitto e chiede a Kiev di evitare gli attacchi alle infrastrutture russe del carburante. Sul tavolo anche i Patriot: Washington valuta una versione «meno sofisticata» dei sistemi di difesa.

Il messaggio di Donald Trump a Volodymyr Zelensky è netto: non colpire le raffinerie e gli impianti russi destinati alla produzione di carburante. Una richiesta che arriva nel pieno delle tensioni sulla guerra russo-ucraina e che mette al centro, ancora una volta, il nodo dell’energia e delle conseguenze economiche del conflitto.

Parlando con i giornalisti, Trump ha spiegato le ragioni della sua posizione. «Il problema che ho con l’Ucraina e la Russia è che gran parte del gasolio arriva dalla Russia», ha detto il presidente americano, sottolineando come gli attacchi ucraini agli impianti russi stiano contribuendo, a suo giudizio, a un significativo aumento delle importazioni.

Da qui la richiesta rivolta direttamente al presidente ucraino: «Ho chiesto al presidente Zelensky di non colpire gli impianti di gasolio e le raffinerie». La dichiarazione, riportata da Rbc Ucraina, segnala la crescente attenzione di Washington verso gli effetti che la guerra produce sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento.

La questione non riguarda soltanto il campo di battaglia. Le infrastrutture petrolifere russe sono infatti diventate uno degli obiettivi delle operazioni ucraine, nel tentativo di ridurre la capacità di Mosca di sostenere lo sforzo bellico. Ma per l’amministrazione americana il dossier energetico introduce un ulteriore elemento di complessità: gli attacchi alle raffinerie possono avere ripercussioni anche al di fuori del teatro di guerra, alimentando tensioni sui prezzi e sulle importazioni di carburante.

Il nodo dei Patriot

Nel confronto con i giornalisti è emerso anche il tema della difesa aerea ucraina e, in particolare, dei sistemi Patriot. Alla domanda sulla possibilità che Kiev ottenga l’autorizzazione a riceverli, Trump ha precisato che sono in corso discussioni su una soluzione diversa rispetto ai sistemi più avanzati.

L’ipotesi sul tavolo, secondo quanto riferito dal presidente americano, è quella di una versione «meno sofisticata» dei sistemi missilistici. Una formula che lascia aperta la partita sulle modalità e sull’entità del sostegno militare statunitense all’Ucraina.

Le due questioni — gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe e la fornitura di sistemi di difesa — finiscono così per intrecciarsi nello stesso quadro: da una parte Washington chiede a Kiev di contenere alcune operazioni contro obiettivi strategici russi; dall’altra valuta quale livello di capacità difensiva continuare a garantire all’Ucraina.

È un equilibrio delicato, nel quale la linea americana sembra puntare sempre più sulla gestione degli effetti della guerra, oltre che sulla sua prosecuzione sul terreno. E il richiamo di Trump alle raffinerie russe aggiunge un tassello significativo al confronto tra Washington e Kiev sulle modalità con cui condurre il conflitto.

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