14 Ottobre 2026, mercoledì
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TAV, il buco da 2,2 miliardi: il M5S sfida il Governo sulla tratta Avigliana-Orbassano

Il progetto della nuova tratta piemontese della TAV Torino-Lione vale circa 3 miliardi, ma oggi le risorse disponibili si fermano a 827 milioni. Il Movimento 5 Stelle Piemonte conferma la partecipazione alla marcia del 3 ottobre da Sant’Ambrogio ad Avigliana e porta la partita in Parlamento: «Il Governo dica dove troverà i soldi».

Oltre due miliardi di euro. È questa la cifra che separa, oggi, il costo della tratta Avigliana-Orbassano della TAV Torino-Lione dalle risorse effettivamente disponibili. Un buco finanziario di circa 2,2 miliardi che il Movimento 5 Stelle Piemonte mette al centro della propria iniziativa politica e della mobilitazione del 3 ottobre, quando parlamentari, consiglieri e attivisti pentastellati saranno al fianco di cittadini e amministratori nella marcia popolare e pacifica da Sant’Ambrogio ad Avigliana.

Per il M5S la domanda è semplice, ma politicamente tutt’altro che secondaria: dove troverà il Governo gli oltre due miliardi necessari a finanziare la nuova tratta?

Il progetto vale oggi circa 3 miliardi di euro, mentre le risorse disponibili ammontano a 827 milioni. E, ricordano i rappresentanti piemontesi del Movimento, RFI ha già chiarito che le procedure negoziali potranno partire soltanto con la completa copertura finanziaria.

È su questo punto che il Movimento intende incalzare l’esecutivo. Non basta indicare la TAV come infrastruttura strategica, sostengono i pentastellati: occorre spiegare con quali risorse verrà effettivamente realizzata la tratta e quali siano i tempi realistici dell’operazione.

Il fronte della TAV, inoltre, non è soltanto finanziario. Anche l’iter ambientale della Avigliana-Orbassano resta aperto. Il progetto definitivo deve essere riformulato dopo le osservazioni tecniche degli enti locali e del Ministero dell’Ambiente. E dal territorio sono già arrivate richieste esplicite di stop: l’Unione Montana Valle Susa e i Comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio hanno chiesto il ritiro del progetto.

Il M5S inserisce la vicenda in un quadro ancora più ampio, quello della Torino-Lione e della sua lunga storia di costi e tempi di realizzazione. La Corte dei conti europea ha registrato per la sezione transfrontaliera un incremento dei costi del 127 per cento rispetto alle stime iniziali. Sul versante francese, inoltre, l’orizzonte indicato per l’entrata in servizio delle linee di accesso è il 2045.

Per i pentastellati sono elementi che rendono ancora più urgente un confronto pubblico sulle priorità infrastrutturali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

«Il 3 ottobre saremo accanto ai cittadini e agli amministratori che chiedono rispetto del territorio e serietà nell’uso delle risorse pubbliche», sottolineano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle Piemonte. Una presenza che non vuole esaurirsi nella piazza: la questione verrà infatti portata anche in Parlamento attraverso un’interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Tre le questioni che il M5S intende sottoporre al Governo: le coperture finanziarie della tratta, i tempi della VIA e il futuro del progetto.

La partita si intreccia inevitabilmente con quella delle altre infrastrutture piemontesi. Il Movimento richiama infatti l’attenzione sulle risorse che il territorio attende per opere considerate prioritarie per la mobilità quotidiana, dalla Metropolitana di Torino al servizio ferroviario metropolitano, dal SFM5 al trasporto pubblico locale.

È qui che la critica del M5S assume un profilo squisitamente politico: mentre per la tratta Avigliana-Orbassano occorre ancora reperire circa 2,2 miliardi di euro, il Piemonte continua a chiedere investimenti su collegamenti e servizi che incidono direttamente sulla vita quotidiana di pendolari e cittadini.

Il confronto sulla TAV, dunque, si sposta dal tradizionale terreno del sì o del no all’opera a quello delle scelte di bilancio, delle priorità e delle garanzie finanziarie. Il Movimento 5 Stelle chiede al Governo di mettere sul tavolo numeri, tempi e certezze.

«Il Governo chiarisca dove intende trovare gli oltre due miliardi che mancano per la Avigliana-Orbassano», ribadiscono i rappresentanti piemontesi del M5S.

A firmare la presa di posizione sono i parlamentari Elisa Pirro, Chiara Appendino e Antonino Iaria, i consiglieri regionali Sarah Disabato, Pasquale Coluccio e Alberto Unia e i consiglieri comunali M5S a Torino Andrea Russi, Dorotea Castiglione e Valentina Sganga.

Il 3 ottobre, da Sant’Ambrogio ad Avigliana, il Movimento sarà dunque in piazza contro la nuova tratta della TAV. E porterà con sé una cifra destinata a pesare nel dibattito politico: 2,2 miliardi di euro ancora da trovare.

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