24 Ottobre 2026, sabato
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Addio a Harald V, la Norvegia perde il suo re più longevo d’Europa

Il sovrano è morto a 89 anni al Rikshospitalet di Oslo, dove era ricoverato dal 17 agosto per una malattia del sangue. A complicare il quadro clinico, un’infezione batterica ematica. Gli succede il figlio Haakon, 53 anni, al fianco della moglie Mette-Marit.

La Norvegia si ferma per l’ultimo saluto a Harald V. Il re è morto alle 6:35 di venerdì 28 agosto, all’età di 89 anni, al Rikshospitalet di Oslo, l’ospedale nazionale dove era stato ricoverato l’11 giorni prima in seguito a un controllo medico.

A dare la notizia è stata la Casa reale norvegese. Harald, il monarca più anziano d’Europa, era affetto da anemia emolitica, una patologia del sangue caratterizzata dalla distruzione dei globuli rossi a una velocità superiore alla loro naturale produzione. Nelle ultime ore, il quadro clinico si è ulteriormente aggravato a causa di un’infezione batterica nel sangue.

La notizia ha rapidamente attraversato Oslo, dove già dalla giornata di giovedì numerosi cittadini avevano cominciato a raggiungere il Palazzo reale per deporre fiori. Un gesto spontaneo che restituisce la misura del rapporto particolare costruito negli anni tra Harald e il suo Paese: una monarchia discreta, poco incline alla spettacolarizzazione e profondamente legata alla quotidianità nazionale.

Il passaggio della Corona

Con la morte di Harald V si apre ora una nuova fase per la monarchia norvegese. Sul trono è destinato a salire il principe Haakon, 53 anni, che assumerà la guida della Corona insieme alla moglie, la principessa Mette-Marit.

Il passaggio di consegne arriva dopo un lungo periodo nel quale Haakon ha progressivamente affiancato il padre nelle funzioni istituzionali, anche in considerazione delle condizioni di salute del sovrano.

Harald, del resto, aveva continuato fino all’ultimo a svolgere, per quanto possibile, i propri impegni pubblici. Nonostante l’età avanzata e le difficoltà fisiche, spesso aiutato da un bastone, aveva mantenuto una presenza significativa nella vita ufficiale del Paese.

Tra gli appuntamenti più recenti, anche l’incontro con la Nazionale di calcio norvegese, accolta al rientro in patria dopo la qualificazione ai quarti di finale dei Mondiali. Un’immagine che racconta bene lo stile del sovrano: lontano dai riflettori della politica, ma costantemente presente nei momenti capaci di unire la comunità nazionale.

Un autunno che non arriverà

Fino a pochi giorni fa, Harald e la regina Sonja avevano in programma una serie di visite ufficiali in diversi comuni della Norvegia durante l’autunno. Il calendario reale prevedeva dunque nuovi incontri con cittadini e amministrazioni locali, nel solco di una tradizione che ha sempre dato grande importanza al rapporto diretto tra la famiglia reale e il territorio.

Quegli appuntamenti non ci saranno. Al loro posto, il Paese si prepara ad accompagnare il sovrano nell’ultimo capitolo del suo lungo regno.

Harald V lascia una Norvegia profondamente cambiata rispetto a quella che aveva ereditato, ma nella quale la monarchia ha continuato a rappresentare un punto di riferimento istituzionale e simbolico. La sua figura, segnata da sobrietà e continuità, ha attraversato decenni di trasformazioni sociali e politiche senza perdere il legame con il Paese.

Ora quella continuità passa nelle mani di Haakon. Per la Norvegia comincia una nuova pagina della sua storia monarchica, mentre si chiude quella di un re che, fino all’ultimo, aveva cercato di rimanere al servizio della propria nazione.

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