3 Ottobre 2026, sabato
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Napoli, arrestato dopo oltre due mesi di latitanza: è ritenuto vicino al clan Amato-Pagano

Era irreperibile dal 22 giugno, quando erano scattate le misure cautelari nei confronti degli altri indagati. L’uomo è accusato, insieme ad altri due soggetti, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori edili del territorio di Casavatore.

È rimasto irreperibile per oltre due mesi, tentando di sottrarsi alla misura cautelare che lo aveva raggiunto nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Ora è stato rintracciato e arrestato a Napoli un uomo ritenuto dagli investigatori affiliato al clan Amato-Pagano, organizzazione criminale attiva nell’area di Casavatore.

L’arresto è arrivato al termine di un’attività investigativa condotta dagli ufficiali e dagli agenti della Direzione investigativa antimafia, con la collaborazione dei carabinieri della Compagnia di Casoria. L’uomo era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di tre persone, tutte indiziate, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Per lui la fuga era cominciata il 22 giugno, giorno in cui erano state eseguite le misure cautelari nei confronti degli altri indagati. Da allora aveva fatto perdere le proprie tracce, diventando di fatto irreperibile. La ricerca è proseguita fino al rintraccio avvenuto nel capoluogo campano, dove è scattato l’arresto.

Al centro dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Napoli ci sono alcuni esponenti ritenuti riconducibili al clan Amato-Pagano, attivo anche nel territorio di Casavatore, nell’area metropolitana napoletana. Gli investigatori stanno ricostruendo in particolare il presunto tentativo di imporre un’estorsione a imprenditori del settore edile della zona.

L’ipotesi investigativa è dunque quella di una pressione esercitata attraverso modalità riconducibili alla criminalità organizzata, con l’aggravante contestata del metodo mafioso. Un quadro sul quale saranno ora gli sviluppi dell’iter giudiziario a stabilire responsabilità e singole posizioni.

L’arresto dell’uomo ritenuto affiliato al clan chiude, almeno sul piano operativo, una fase iniziata con l’esecuzione delle prime misure cautelari e proseguita con la sua irreperibilità. Resta sullo sfondo l’attività della Dda per fare piena luce sulla presunta rete estorsiva e sui ruoli ricoperti dai diversi indagati.

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