29 Ottobre 2026, giovedì
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Gasolio verso i 3 euro? L’allarme di FederPetroli: «Rischio di uno stravolgimento»

La crisi in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz alimentano la corsa dei prezzi energetici. Michele Marsiglia: «Non è uno scenario immediato, ma nei prossimi mesi il diesel potrebbe arrivare a 3 euro al litro». Imprese e consumatori chiedono nuovi interventi sulle accise

Il prezzo del gasolio potrebbe spingersi fino a 3 euro al litro nei prossimi mesi. Non è una previsione di un aumento imminente, ma uno scenario che, secondo FederPetroli Italia, potrebbe diventare concreto se le tensioni in Medio Oriente e soprattutto nello Stretto di Hormuz dovessero proseguire senza una svolta.

A lanciare l’allarme è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che guarda con crescente preoccupazione all’evoluzione della crisi internazionale. «Se continua così si potrebbe arrivare a uno stravolgimento», osserva, indicando nella tenuta delle rotte energetiche e nell’andamento delle quotazioni internazionali i principali fattori di rischio per il mercato italiano.

Il quadro, del resto, è già sotto pressione. Il Brent si mantiene su livelli elevati, arrivando a sfiorare i 92-93 dollari al barile, mentre il prezzo del gas si colloca intorno ai 63 euro per megawattora. Numeri che si trasferiscono progressivamente lungo la filiera e finiscono per pesare sui costi di famiglie, imprese e trasporti.

Imprese sempre più sotto pressione

A pagare il conto più salato sono anche le piccole imprese. La Fapi, Federazione autonoma piccole imprese, segnala che la dinamica dei prezzi sta rapidamente erodendo i benefici ottenuti con gli interventi fiscali già adottati e chiede al governo di valutare ulteriori misure sulle accise per frenare il costo dei carburanti.

Ancora più netto il giudizio di Confimprenditori, secondo cui i provvedimenti adottati finora non avrebbero prodotto gli effetti sperati. Per migliaia di aziende, spiegano gli imprenditori, l’aumento dei carburanti significa soprattutto una nuova accelerazione dei costi di trasporto, produzione e distribuzione, con il rischio che la maggiore spesa venga trasferita a cascata sui prezzi finali.

Sul fronte dei consumatori interviene invece il Codacons, che chiede di prorogare lo sconto fiscale sul gasolio e di estenderlo anche alla benzina. Il motivo è evidente: i prezzi della verde hanno ormai superato, sia sulla rete ordinaria sia in autostrada, i livelli registrati il 27 luglio, prima dell’introduzione dello sconto che aveva riguardato esclusivamente il diesel.

Il nodo della velocità: i rincari arrivano prima dei ribassi

C’è poi un altro elemento che rende particolarmente delicata la situazione: la diversa velocità con cui le variazioni del petrolio vengono trasferite ai prezzi alla pompa.

L’analisi dell’Osservatorio sui Conti pubblici italiani evidenzia una vera e propria asimmetria. Quando il greggio aumenta, il rincaro tende a riflettersi rapidamente sul prezzo dei carburanti. Quando invece il petrolio scende, la riduzione arriva con maggiore lentezza.

In Italia, come negli altri principali Paesi avanzati, circa due terzi dell’aumento del prezzo del petrolio si trasferiscono alla pompa nell’arco di appena tre giorni, mentre l’effetto diventa quasi completo entro dieci giorni. Per i ribassi il meccanismo è molto più lento: dopo tre giorni si riflette soltanto una parte della diminuzione e servono circa 17 giorni per arrivare a trasferirne quattro quinti.

Un meccanismo che, in una fase di forte volatilità internazionale, rischia di amplificare la percezione dei rincari e di rendere più difficile per famiglie e imprese beneficiare rapidamente di eventuali correzioni delle quotazioni.

In autostrada il diesel continua a correre

Intanto, i dati ufficiali confermano la pressione sui prezzi. Secondo le rilevazioni quotidiane del ministero delle Imprese e del Made in Italy, elaborate sulla base dell’Osservatorio prezzi carburanti, oggi la benzina in autostrada in modalità self raggiunge una media di 2,178 euro al litro, contro i 2,173 euro del giorno precedente.

Sulla rete stradale nazionale la benzina self si attesta invece a 1,997 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,107 euro al litro.

Proprio il diesel resta quindi il sorvegliato speciale. Il prezzo medio del gasolio in autostrada si trova allo stesso livello registrato il 4 agosto, giorno in cui il Consiglio dei ministri aveva approvato l’ultimo decreto sulle accise, prorogando fino al 25 agosto il taglio di 17 centesimi al litro sulle imposte relative al gasolio, già in vigore dal 28 luglio.

Il punto, dunque, non è soltanto quanto costa oggi un litro di carburante. È soprattutto quanto potrebbe costare domani se la crisi internazionale dovesse aggravarsi. E l’ipotesi dei 3 euro al litro per il gasolio, oggi ancora indicata come scenario possibile e non come certezza, restituisce la misura della posta in gioco: un ulteriore shock energetico avrebbe effetti che andrebbero ben oltre il distributore, incidendo sulla logistica, sulla produzione e, inevitabilmente, sul costo complessivo di beni e servizi.

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