15 Agosto 2026, sabato
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Truffa a una 94enne e alla sua fondazione: oltre 1,2 milioni sottratti, quattro persone nei guai

Operazione della Guardia di Finanza a Nettuno: ricostruito un sofisticato sistema di appropriazione indebita e riciclaggio. Nel mirino anche le risorse di un ente benefico creato dall’anziana quasi 40 anni fa

Aveva dedicato gran parte della sua vita alla solidarietà, creando una fondazione senza scopo di lucro destinata ad aiutare le persone più fragili del territorio. Ma proprio attorno a quel patrimonio costruito con finalità benefiche si sarebbe sviluppato un sistema capace di prosciugare, nel tempo, risorse per oltre un milione di euro.

È il quadro ricostruito dalla Guardia di Finanza di Roma al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri e condotta dalla Compagnia di Nettuno. Al centro degli accertamenti, una donna di 94 anni residente a Nettuno e la fondazione da lei costituita. Quattro persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta, che ha portato alla luce un articolato intreccio di appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio.

Il denaro dell’anziana finisce su altri conti

L’indagine è partita dalla denuncia di alcune anomalie nella gestione del patrimonio della 94enne. Da lì, i finanzieri hanno passato al setaccio conti correnti, movimentazioni bancarie e rapporti finanziari dell’anziana e delle persone che, a vario titolo, gravitavano attorno a lei.

La ricostruzione dei flussi avrebbe consentito di individuare distrazioni patrimoniali e successive operazioni di schermatura per un valore complessivo superiore a 1,2 milioni di euro.

Una prima tranche, pari a oltre 742mila euro, sarebbe stata sottratta direttamente dalle disponibilità della donna attraverso una serie di trasferimenti. Il denaro, secondo gli investigatori, sarebbe quindi approdato sui conti correnti di collaboratori domestici, consulenti finanziari e familiari di questi ultimi.

Una rete di passaggi finanziari che, sempre secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe avuto lo scopo di rendere più difficile ricostruire l’origine delle somme e individuarne i reali destinatari.

Nel mirino anche la fondazione solidale

Ma la vicenda non si sarebbe fermata al patrimonio personale della 94enne.

Gli investigatori hanno infatti esteso gli accertamenti alla fondazione che l’anziana aveva creato quasi quarant’anni fa con l’obiettivo di sostenere le persone più bisognose del litorale romano. Un patrimonio nato dunque per finalità esclusivamente solidaristiche e che, secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbe stato progressivamente depauperato.

In questo secondo filone, l’attenzione si sarebbe concentrata sull’amministratore dell’ente, un professionista romano, che dal 2019 avrebbe sottratto sistematicamente risorse dalle casse della fondazione. A supportarlo, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata la garante dell’ente.

L’analisi dei rapporti bancari ha permesso alla Guardia di Finanza di seguire le tracce del denaro e ricostruire una serie di movimentazioni considerate sospette. Oltre 532mila euro sarebbero stati distratti dalle disponibilità della fondazione e trasferiti a favore di terzi.

Una doppia beffa: il patrimonio personale e quello destinato ai più fragili

È proprio questo l’aspetto più significativo dell’inchiesta: non soltanto il presunto depauperamento delle risorse di una donna molto anziana, ma anche quello del patrimonio destinato alle attività di solidarietà della fondazione.

Due piani che, secondo gli investigatori, si sarebbero intrecciati attraverso una serie di rapporti personali e finanziari. Da una parte i soldi dell’anziana, dall’altra quelli dell’ente benefico: patrimoni differenti ma accomunati, nell’ipotesi accusatoria, da un medesimo sistema di distrazione e successiva movimentazione delle somme.

L’indagine della Guardia di Finanza ha quindi consentito di ricomporre tassello dopo tassello la circolazione del denaro, individuando i soggetti che avrebbero beneficiato delle somme e le operazioni utilizzate per ostacolarne la tracciabilità.

Il bilancio dell’operazione parla di oltre 1,2 milioni di euro complessivamente sottratti o distratti e di quattro persone segnalate all’autorità giudiziaria. Saranno ora gli ulteriori sviluppi dell’iter giudiziario a stabilire responsabilità e ruoli individuali, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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