5 Settembre 2026, sabato
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Attentato a Ranucci, Lavitola ammette: «Sono stato il mandante». Il difensore: «Volevo proteggerlo»

Davanti al gip l’ex editore de L’Avanti! conferma l’impianto accusatorio della Procura di Roma. Oltre cinque ore di interrogatorio: secondo la difesa, l’obiettivo sarebbe stato rafforzare la protezione del giornalista

Valter Lavitola ha ammesso di essere il mandante dell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci. È quanto riferito dal suo difensore, l’avvocato Sergio Cola, al termine dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, durato oltre cinque ore.

Una confessione che, secondo la ricostruzione della difesa, conferma dunque l’ipotesi formulata dalla Procura di Roma. Lavitola avrebbe riconosciuto di aver avuto un ruolo di mandante nell’azione contestata, ma ne avrebbe spiegato le motivazioni in una prospettiva profondamente diversa da quella dell’accusa.

«Ha confermato l’ipotesi accusatoria della Procura della Repubblica, ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato», ha dichiarato Cola. Il legale ha quindi aggiunto che Lavitola avrebbe agito «per tutelare l’incolumità di Ranucci», sostenendo che il giornalista fosse già esposto a «parecchi pericolosi tentativi di aggressione».

Secondo questa versione, dunque, l’intento sarebbe stato quello di provocare un innalzamento del livello di protezione assegnato a Ranucci, portando le autorità a rafforzarne la scorta. Una spiegazione che sarà ora sottoposta alla valutazione dell’autorità giudiziaria e che introduce un elemento decisivo nell’interpretazione delle condotte contestate.

L’interrogatorio di garanzia, protrattosi per più di cinque ore, rappresenta quindi un passaggio rilevante nell’inchiesta: Lavitola avrebbe scelto di rispondere alle contestazioni, riconoscendo la propria responsabilità per il ruolo di mandante, ma offrendo al contempo una chiave di lettura delle ragioni che lo avrebbero spinto ad agire.

La vicenda resta ora nelle mani della magistratura, chiamata a verificare la ricostruzione fornita dall’indagato e a stabilire natura, finalità e responsabilità connesse all’attentato contro il giornalista.

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